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Corrado: “Serve un piano integrato per i prezzi di luce e gas”
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Mentre si cerca di distogliere l’attenzione pubblica con vecchie e nuove armi di distrazione di massa, c’è un pericolo concreto che stiamo correndo tutti noi “consumatori” e che potrebbe andare a gravare ulteriormente sulle tasche, già allo stremo, di milioni di italiane e italiani. Con la fine della maggior tutela, mentre l’inflazione continua a mordere, i primi mesi del 2024 potrebbero esporre oltre 10.000.000 di utenze domestiche, attualmente “protette”, ad aumenti delle bollette di luce e gas estremamente elevati (fino a superare il doppio degli attuali livelli) e di entità molto difficilmente prevedibile. La strutturazione degli approvvigionamenti gas nel mondo, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ci espone a mercati in cui il costo dell’energia è estremamente volatile e che sono purtroppo in balia del valore finanziario della “commodity gas”, non scevro da dinamiche speculative (come accaduto nel 2022).
 
Che il mercato non sia affatto maturo e quindi competitivo, inoltre, lo si evince da vari elementi:

    1) La concentrazione del mercato libero su pochi venditori: 5 grandi operatori si dividono oltrel’850AD del mercato, e la concentrazione invece di diminuire aumenta (relazione ARERA 2022).
    2) ci sono centinaia di operatori sul mercato, anche molto piccoli, e questo significa che si riescono a fare margini importanti anche con operazioni di piccola scala. Sintomo che il rincaro sui consumatori finali è molto corposo.
    3) nei primi 8 mesi del 2023 i contratti sul mercato libero, secondo diversi indicatori disponibili alla consultazione, sarebbero stati dal 25 al 1204b più alti di quelli sul mercato tutelato. Solo per qualche mese, nel 2022, questa tendenza era stata capovolta, ma esclusivamente grazie alla presenza di vecchi contratti a prezzo fisso e dell’impossibilità di rinegoziarli unilateralmente, dovuta all’intervento di Mario Draghi.

L’allarme di ACER che qualcosa non funziona nelle dinamiche dei prezzi in Italia. In questo contesto è, a nostro avviso, fondamentale e urgente, nell’interesse della popolazione già esposta a mille difficoltà, che la fine del servizio di maggior tutela venga prorogata di almeno un anno.
 
Anno in cui sarà fondamentale affrontare due questioni cruciali e strategiche per il Paese.
 
La prima: arrivare a un Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) condiviso, che costituisca una strategia efficace per una transizione energetica radicale (spingendo su efficienza energetica, elettrificazione dei consumi, fonti rinnovabili, potenziamento reti), unico strumento utile per abbattere le bollette strutturalmente e sul lungo periodo.
 
La seconda: costruire un percorso inter-istituzionale mirato al rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e regolazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, utili a raggiungere gli obiettivi prefissati. Tutto questo per riuscire ad arginare quel “capitalismo di rapina”, citato all’ultima assemblea di Confindustria dal Presidente Mattarella, da cui la politica ha il dovere di difendere la cittadinanza.

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