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Una manovra senza futuro che penalizza tutti gli italiani

Come ogni fine dell’anno il Parlamento si trova a discutere la Legge di Bilancio. Nonostante le promesse del Presidente Meloni che ad ottobre aveva parlato di un lavoro “sostanzialmente chiuso” sono stati tantissimi gli intoppi, tutti all’interno della maggioranza. E così arriviamo fino al 28 dicembre per portare in discussione alla Camera, dopo l’approvazione del Senato, una manovra che le opposizioni definiscono “senza futuro”.

La critica più forte è infatti sulla mancanza di coperture a lungo termine, come fa notare Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd: “Interventi provvisori, riforma fiscale e taglio del cuneo fiscale sono misure precarie in questa manovra. I soldi non vanno trovati tagliando sanità, spingendola verso il privato, istruzione e pensioni future”. Guerra mette in luce come tornino alla ribalta provvedimenti che già hanno mostrato tutta la loro inconsistenza: “Invece di proporre misure strutturali, il Governo propone bonus e misure provvisorie, con esiti casuali. Questa legge di Bilancio è il pasticcio di un governo che naviga a vista con misure senza futuro, o perché improvvisate, o perché finanziate per soli 12 mesi. Un quadro davvero preoccupante”.

Sono tantissime gli ambiti di riforme che vengono disattesi: scuola, giovani, famiglie, emergenza abitativa, pensioni, diritti delle donne e prevenzione contro la violenza di genere. Si aspettavano risorse e investimenti, sono rimasti solo slogan.

Non ha dubbi su questo Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, che in Aula ha detto chiaramente che “la seconda legge di Bilancio del Governo Meloni è addirittura peggiore della prima”. “Questa è una manovra sbrigativa – continua Gribaudo – , che mette in luce tutte le contraddizioni in seno alla maggioranza di destra, che ha raccontato in campagna elettorale di essere pronta, ma che ha ampiamente dimostrato di non esserlo. Ma la tragedia è che a pagarne il prezzo saranno gli italiani”.

A partire dalle donne, tassate con l’aumento dell’Iva sui prodotti igienico-sanitari come assorbenti e pannolini. Gribaudo ricorda che “gli unici soldi veri destinati alle donne, soprattutto alle donne vittime di violenza, li ha messi l’opposizione, l’opposizione unita”. Su questo punto ha rincarato la dose anche la segretaria del Pd Elly Schlein, presentando un suo emendamento alla Manovra: “A qualcuno sembra normale che in Italia il tasso di occupazione delle donne sia il più basso in Ue? Votiamo insieme il congedo paritario di cinque mesi per entrambi i genitori pagato al 100%. Aiuterebbe subito l’occupazione femminile. Su questo ci dovrebbe essere un sostegno trasversale”. “Il carico nelle famiglie – ha continuato la segretaria dem – grava sulle donne in modo sproporzionato. E’ inutile riempirsi la bocca di sostegni alla famiglia se poi non si approvano i congedi parentali, se si approva una manovra che taglia le pensioni per le donne e le risorse per i disabili. Scegliete di relegare le donne a un welfare sostitutivo; noi non lo accettiamo e non ce lo aspettavamo dalla prima presidente del Consiglio donna. Il soffitto di cristallo non lo rompi da sola ma lo rompi sulle spalle delle altre su cui cadono le schegge”, conclude.

E poi c’è il tema della scuola, dove i soldi scarseggiano da sempre e gli investimenti sono sempre gli ultimi ad arrivare. La responsabile Scuola del Pd Irene Manzi è molto critica: “Potrete anche investire risorse nel Ponte sullo Stretto, potete disperdere le risorse in mille microinterventi ma non potete negare una cosa: che mentre i ministri Valditara e Sangiuliano sono impegnati a dichiarare intorno alla presunta egemonia culturale della nuova destra di governo, vi siete dimenticati del futuro delle generazioni più giovani di questo Paese”.

“In questa legge di bilancio manca completamente – aggiunge Manzi – un investimento sull’istruzione e non si recupera quanto già tagliato della scorsa Manovra (la Manovra del dimensionamento scolastico, i cui effetti in tante parti d’Italia si stanno concretizzando proprio in questi giorni) e si riducono le risorse in quasi tutti i capitoli di spesa del Ministero dell’Istruzione, continuando – come prassi per i Governi di destra- a far cassa sulla scuola. Eppure noi speravamo in una legge di bilancio diversa, pensata per affrontare problemi cruciali del Paese. Su questo avevamo costruito i nostri emendamenti: sul contrasto alla dispersione scolastica e ai divari territoriali, sul caro scuola, sul riconoscimento delle mense scolastiche come diritto essenziale per tutti i bambini e le bambine. Sulle comunità educanti come presidio di sostegno a famiglie e studenti in tante realtà più o meno difficili d’Italia. Avremmo voluto davvero confrontarci, nel merito, nelle sedute in commissione Bilancio al Senato, su idee di futuro per questo Paese. Perché questo è il compito delle forze di opposizione ma avete detto no a tutto. Vi siete dimenticati del futuro delle generazioni più giovani di questo Paese. Perché l’investimento in cultura e in istruzione- che manca completamente in questa Manovra di bilancio- è il modo più concreto, efficace e significativo per scommettere sulla possibilità di questo Paese di superare la crisi e di crescere finalmente in modo giusto, equilibrato ed armonico”, ha concluso Manzi.

 

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