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Ponte sullo Stretto: dichiarazione di voto di Nicola Irto

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, recante disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria (Approvato dalla Camera dei deputati)

* scarica l’intervento completo della dichiarazione di voto *

 

“Signora Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, si arriva al voto di questo decreto per il Ponte sullo Stretto con grande superficialità e senza un’adeguata concertazione, per l’ennesima volta, come è avvenuto in tantissime altre occasioni su altri importanti provvedimenti in questa legislatura, senza avere svolto alcun tipo di concertazione e di interlocuzione con gli enti territoriali e con un dibattito nelle Commissioni portato avanti senza un reale confronto e ignorando le proposte provenienti dalle opposizioni.

 

Eppure sulle infrastrutture e su ogni opera strategica per il Paese si dovrebbe mantenere un’attenzione massima, a maggior ragione su un’opera complessa e dai costi elevatissimi come il Ponte sullo Stretto. Si tratta di scelte fondamentali, dall’alto impatto ambientale, che incidono sulla vita stessa delle comunità che vivono quei luoghi.

 

Proprio in questa fase il Governo, soltanto per pagare una cambiale elettorale all’alleato leghista, si è fatto trascinare nel progetto dell’autonomia differenziata, che va proprio in una direzione contraria rispetto a qualsiasi forma di ragionevolezza. L’idea della costruzione del Ponte, senza che sia stato realizzato nulla di concreto, è già costata quasi 900 milioni di euro di consulenze, progetti e indennità.

 

Nel frattempo nulla è stato fatto per migliorare le infrastrutture regionali che versano in condizioni pietose.

 

Proprio dal punto di vista finanziario l’opera è del tutto irrealizzabile, considerato che il decreto-legge rimanda al futuro il reperimento delle risorse necessarie. Insomma, sembra una strategia del Governo per arrivare ad annunci di opere che non saranno mai fatte. Signor Ministro, gli annunci però costano e per quelli la copertura finanziaria l’avete trovata: per il piano di comunicazione sono stati subito individuati sette milioni. Per il piano di comunicazione avete trovato le risorse già impegnate, dimenticando in maniera ipocrita che proprio l’insostenibilità della spesa per la costruzione del Ponte sullo Stretto ne bloccò l’ultima volta l’iter autorizzativo.

 

Per noi la strada è chiara: serve sviluppare una visione integrata del sistema dei trasporti nel Sud e nel Paese per dare ai territori una concreta speranza di sviluppo, ma con progetti realizzabili, non con progetti irrealizzabili.

 

Non a caso abbiamo provato inutilmente a chiedere al Governo di integrare questo stesso decreto, impegnandolo a pensare e a scrivere in maniera chiara sull’alta velocità in Sicilia per collegare Palermo, Catania e Messina secondo gli standard nazionali oppure sull’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, garantendone la realizzazione in tempi certi. Avete però detto no.

 

Abbiamo chiesto maggiori collegamenti ferroviari, programmazione e pianificazione, sana gestione dei territori e cura: avete detto no.

 

Abbiamo proposto di coinvolgere i sindaci e le amministrazioni comunali del territorio interessato e avete detto no.

 

Insomma quella del Ponte, così come proposto dal decreto, è una potentissima arma di distrazione di massa, brandita ogni qualvolta va distolta l’attenzione mediatica da altro.

 

Il nostro no, il no del Partito Democratico è un no a questo decreto per come è strutturato, per l’assenza di coperture finanziarie e di un dibattito pubblico sui territori, perché nei fatti è solo uno spot , una ferma opposizione che noi continueremo e proseguiremo nel Paese, dovuta alla mancanza di strategia del Governo sul tema complessivo dello sviluppo intermodale della rete dei trasporti.

 

Senza tutto questo il decreto Ponte non serve e non è utile per la comunità, ma esclusivamente per la società che andate a finanziare.

 

Alla vostra propaganda e alla vostra arroganza noi votiamo no“.

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