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“L’Unione Europea è nata per dare diritti alle persone”. Intervista a Alessandro Zan

“Quando ho fatto il discorso prima dell’approvazione delle Unioni Civili e c’era mio padre che guardava in diretta, io parlavo del mio coming out, parlavo della mia storia personale. Dopo pochi mesi mio padre è mancato. Che lui sia riuscito ad ascoltare quel discorso fatto alla Camera, in una sede istituzionale, solenne, è stato importante. Era molto orgoglioso.

Così Alessandro Zan, candidato nelle circoscrizioni Nord-Est e Nord-Ovest, in una intervista a ‘Personale è Politico’, il format del PD per presentare le candidate e i candidati alle Europee dell’8 e 9 giugno, pubblicata sul sito del Partito democratico.

“All’università ho cominciato questa avventura, non avevo ancora fatto coming out, però sentivo di mettere il mio personale in politica, cioè mettere me stesso per delle battaglie sulla pace, sui diritti”.

Zan racconta che si ispira a “due grandi donne del ‘900: Nilde Iotti e Tina Anselmi, due persone che hanno fatto la Resistenza, che vengono da due culture diverse ma che si sono trovate assieme nelle istituzioni per lavorare per la giustizia sociale, per le pari opportunità e per i diritti di tutte e di tutti”.

Della sua vita Zan rivela che “il ricordo più bello è stato organizzare il Pride, il primo Pride a Padova, la mia città. Allora non c’era l’onda Pride, dove ogni città organizza il suo. C’era solo un Pride nazionale. E’ stata una sorpresa, una novità. Molto difficile, ma c’e stata anche tanta soddisfazione. Parliamo del 2002, di più di vent’anni fa”. Zan ricorda tra i momenti a lui più cari anche “l’Unione civile di due cari amici che ho celebrato otto anni fa, stavano assieme da 50 anni”.

Ma parla con amarezza del giorno in cui c’è stata la “bocciatura del DDL Zan al Senato. Dell’applauso che è uscito, così violento, da parte di quei senatori di destra che oggi sono il governo di questo Paese”.

Infine, il suo impegno per l’Europa “Ho sentito quarant’anni fa Altiero Spinelli che diceva: l’Europa o si fa o si muore. E’ arrivato quel momento. Serve più Europa, non meno Europa, un’Europa politica che parli una voce sola in politica estera, sul tema fiscale e sui diritti. Non è accettabile che un cittadino dentro l’Unione Europea abbia diversi diritti a seconda dello Stato in cui vive. L’Europa deve essere dei diritti. E’ nata per dare diritti alle persone”. “L’Europa è solidarietà”.

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