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Decaro: “Il record di voti non l’ho visto arrivare. Il Sud punisce il governo perché non dice la verità”

Il voto al Sud punisce il governo e premia l’opposizione del Pd. Credo che con questo voto il Pd abbia un’ulteriore responsabilità di lavorare per una coalizione unita in grado di battere la destra portando temi concreti e buon governo“. Così Antonio Decaro, sindaco uscente di Bari e presidente Anci, in un’intervista a Repubblica. “Sentivo la fiducia e l’affetto. Ma non immaginavo un risultato così importante. Che, sono onesto, mi mette anche una certa pressione e responsabilità. Spero di essere all’altezza di tutto questo”, prosegue Decaro che, con 496mila preferenze, è il più votato del Pd alle europe.

A chi dice che il risultato nel Mezzogiorno è merito dei portatori di voto, Decaro replica: “L’unico modo che conosco per guadagnare consenso è studiare, mantenere più che promettere, cercando di dire sempre la verità. L’ho imparato nell’esperienza da assessore e da sindaco di Bari e poi nel percorso da segretario dell’Anci”.

In queste elezioni “ha vinto la politica di Elly che ha saputo interpretare bisogni e aspettative del Paese: offrire risposte nuove a domande nuove, dalla sanità al salario minimo, contro una destra che sta cercando di spaccare il paese in due” sottolinea il sindaco di Bari, riferendosi all’autonomia differenziata.

Ora, dopo il voto, il cantiere per l’unione dei progressisti. “Le europee sono le elezioni dove naturalmente ciascun partito cerca di evidenziare le differenze. Ma da oggi il fronte dei progressisti deve lavorare per cercare le cose che ci tengono uniti e sulle quali costruire il nostro programma per governare”. Decaro ricorda che insieme si governa “bene, in moltissime amministrazioni comunali. Perché non possiamo farlo per l’Italia? Queste elezioni hanno dimostrato – ricorda – che il centrodestra non è maggioranza nel Paese”.

“Tocca a noi ora trovare un ventaglio di proposte condivise, partendo proprio dalla battaglia contro l’autonomia differenziata. Certo, tutto questo non lo si può imporre né da Roma né da Bruxelles, ma va costruito giorno per giorno sui territori”, conclude.

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