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Misiani: “Altro che trionfi, il Fmi indica che cresciamo meno degli altri”

L’aggiornamento delle previsioni del FMI è stata salutata da toni trionfalistici da parte del governo e della maggioranza. Ma basta leggere i numeri con più attenzione per riportare tutti con i piedi per terra.

Nel 2023 secondo le previsioni del Fondo l’economia italiana farà leggermente meglio della zona euro: +1,1% noi e +0,9% la zona euro. E’ una buona notizia che nel 2023 non ci sia stata una recessione, è un indicatore importante di resilienza. Ma se allarghiamo l’orizzonte temporale, il quadro cambia in peggio.

Rispetto al 2019, l’Italia è cresciuta complessivamente del 2,1%, la zona Euro del 3,3%. Nel 2024 l’Italia farà +0,9%, la zona Euro +1,5%. Questi numeri ci riportano alla realtà di un Paese che cresce sistematicamente di meno del resto d’Europa, ci riportano alla realtà delle arretratezze del nostro modello di sviluppo che dobbiamo impegnarci tutti insieme a superare”.

Lo ha detto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, intervenendo in aula.

“Per unire l’Italia abbiamo bisogno di un nuovo Patto sociale, di una nuova politica dei redditi – ha aggiunto – la legge sul salario minimo, misure per accelerare il rinnovo del rinnovo dei contratti di lavoro scaduti, un taglio strutturale del cuneo fiscale, una riforma tributaria che salvaguardi la progressività e riduca drasticamente lo scandalo dell’evasione fiscale. Terzo
punto. I conti pubblici. Il 2022 è stato caratterizzato da risultati molto positivi: un deficit in riduzione dal 9% all’8% nonostante lo stanziamento in corso d’anno di 60 miliardi di euro per aiutare le famiglie e le imprese e la riclassificazione degli effetti finanziari del super bonus che ha peggiorato il
deficit 2022 di 2,6%. Debito in calo dal 149,9% al 144,4%”.

“Questi numeri fanno dubitare che si possa confermare gli obiettivi di deficit e debito stabiliti per il 2023 dal governo con il DEF – ha concluso Misiani – La coperta si sta accorciando e il percorso per la predisposizione della prossima legge di bilancio non sarà semplice, anche perché dall’anno prossimo tornano le regole di bilancio europee. Bisognerà scegliere. Mettere da parte le tante promesse elettorali insostenibili.
Fare le riforme, mettendo da parte la difesa degli interessi particolari e lavorando per aumentare il grado di concorrenza e di efficienza della nostra economia. Questa è la strada che secondo noi è da seguire”, conclude Misiani.

Fonte: Agenzia giornalistica ANSA

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