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Def, Governo battuto alla Camera sullo Scostamento di Bilancio. Una figuraccia senza precedenti
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Il governo è stato battuto alla Camera sullo Scostamento di Bilancio connesso al Documento di economia e finanza. 195 i voti a favore, ma ne servivano 201, la maggioranza assoluta prevista dalla Costituzione. 19 i voti contrari e 105 gli astenuti. Tante le assenze in maggioranza, probabile segnale di un problema politico. Il voto è stato accolto dall’applauso delle opposizioni. Ora non si sa ancora come andranno avanti i lavori parlamentari. Il Def è stato approvato al Senato ma non a Montecitorio.

“Delle due l’una: o siamo di fronte a un episodio di imperdonabile sciatteria o alla prova conclamata delle divisioni della maggioranza. In entrambi i casi si dimostra la totale inadeguatezza di questo Governo e di questa maggioranza, che dovranno risponderne davanti al Paese”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein. “Sono andati sotto per mancanza dei voti necessari sullo scostamento di bilancio, ovvero una decisione fondamentale che impatta sui conti pubblici e quindi sulle famiglie e sulle imprese. Siamo al dilettantismo, il problema è che lo pagano l’Italia e la sua credibilità”.

Una figuraccia senza precedenti. Non si può definire in altro modo quello che è accaduto alla Camera, dove la maggioranza non ha avuto i numeri per approvare lo Scostamento di Bilancio (precludendo anche l’approvazione del Def). Pasticcioni e incapaci”. Così su Twitter il senatore Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria del PD.

Il decreto lavoro “allo stato attuale” viene bloccato, dopo il passo falso della maggioranza alla Camera sullo scostamento di bilancio. Lo dice la capogruppo del Partito democratico Chiara Braga parlando con i giornalisti in Transatlantico. “Allo stato attuale non è possibile fare nessuna delle misure che hanno annunciato”.  Aggiunge Braga: “Avevano promesso in modo del tutto propagandistico che avrebbero fatto un intervento sul lavoro il 1 maggio, peccato che si sono dimenticati di richiamare ai loro doveri di lavoratori i loro parlamentari” e si sono dimenticati anche “di approvare il Def che era il presupposto per poterlo fare”. Insomma, “si sono scontrati contro la loro stessa propaganda e improvvisazione”.

‘La verità è che sono un’armata Brancaleone… E’ in imbarazzo totale litigano tra loro alla Camera e qui al Senato occupano le poltrone…”. Lo ha detto il capogruppo al Senato Dem, Francesco Boccia, commentando la notizia della maggioranza andata sotto alla Camera sullo Scostamento di Bilancio e il caso al Senato del voto sui giudici speciali.

“La bocciatura dello scostamento di Bilancio da parte dell’Aula della Camera è la presa d’atto che se la maggioranza persevera in una campagna elettorale permanente senza affrontare i problemi reali delle famiglie e delle imprese saranno guai seri per il Paese. Questa bocciatura richiede un’immediata riflessione in Consiglio dei ministri, per ripresentare una proposta adeguata indispensabile per aumentare i salari e ridurre il costo del lavoro”. Lo dice il senatore Daniele Manca, capogruppo PD in Commissione Bilancio.

“La maggioranza evidentemente non crede nel suo stesso Def e si sfalda nel voto sulla risoluzione relativa allo scostamento di bilancio. Una bocciatura senza precedenti che la dice lunga sulle divisioni all’interno della destra. Non c’è propaganda né permanente politica degli annunci e delle promesse che possa coprire la verità: questa maggioranza è inadeguata. Altro che ‘siamo pronti’ sbandierato in campagna elettorale”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del PD.

“Quello che è accaduto oggi alla Camera è la diretta testimonianza che il paese è governato da una banda di dilettanti allo sbaraglio incapace di garantire la tenuta sociale ed economica. Senza l’approvazione a maggioranza della risoluzione sul Def non ci potrà essere alcun scostamento di bilancio necessario per sostenere le famiglie a partire dall’annunciato taglio del cuneo fiscale per i redditi medio – bassi”. E’ quanto dichiara Simona Bonafè, vice capogruppo dei deputati PD.

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