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Zan: diritti civili e diritti sociali, capisaldi delle battaglie Pd

La battaglia per i diritti è uno dei capisaldi del Pd: Alessandro Zan, deputato e responsabili Diritti dem, nell’intervista pubblicata oggi da La Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Michele De Feudis, rivendica con forza quello che è un principio di civiltà: «Quella per i diritti, tutti i diritti, senza più gerarchie e distinzioni tra sociali, civili e ambientali, è una battaglia comune dei partiti della famiglia del socialismo europeo, Pd incluso».

Il problema è nel governo: la maggioranza che oggi governa l’Italia non è su posizioni liberali e democratiche: il modello di Giorgia Meloni, invece, è quello di Orban, schiacciata su posizioni reazionarie e pericolose.
Zan osserva che «tutti i Paesi dell’Europa avanzata ormai sono più avanti di noi, non solo Francia, Germania, Spagna, perfino la Slovenia ha da poco approvato il matrimonio egualitario. Invece per la prima volta pochi giorni fa il Parlamento Europeo ha condannato il governo italiano per la retorica contro la comunità lgbtqia+, paragonandolo a quelli di Ungheria e Polonia».
E questo mentre in Italia il Senato, appena il mese scorso, ha bocciato la proposta di regolamento europeo per garantire gli stessi diritti a tutti i figli negli stati dell’Unione.

«Un provvedimento – sottolinea il dirigente Pd – presentato con orgoglio dalla stessa Ursula von der Leyen, non certo una estremista. Questo per dire che i diritti anche per le destre, nei paesi europei più avanzati, sono patrimonio comune».

Zan è consapevole che sia molto difficile approvare «in questa legislatura, leggi di civiltà che comunque abbiamo presentato, come il matrimonio egualitario o una norma contro i crimini d’odio, ma la società civile, in particolare le nuove generazioni, sono molto più avanti di una certa politica che oggi anche dalle Istituzioni fa delle discriminazioni, dei discorsi d’odio e del revisionismo una bandiera. I diritti sono una questione ideologica solo per la destra, che ne è ossessionata: vediamo cosa sta facendo il governo contro le famiglie arcobaleno, una vera e propria discriminazione di stato».

Alla domanda con chi intraprendere percorsi di lotta nelle Camere e nel Paese, il parlamentare risponde che in Parlamento il Pd continuerà a opporsi «con forza a questo scempio con chiunque non si riconosca in una destra che ci sta facendo vergognare davanti all’Europa dei diritti e della democrazia».

 

Diritti civili e diritti sociali debbono comunque camminare insieme e Zan non risparmia critiche al decreto lavoro che è un decreto precarietà: «appare l’ennesimo attacco ai diritti: reintroduce forme di precarietà ormai superate, come i voucher e la liberalizzazione dei contratti a termine. Un incubo per le nuove generazioni ed è l’esatto opposto della direzione che il Paese dovrebbe intraprendere. La Spagna, ad esempio, ha fatto l’esatto contrario e lì il lavoro precario è ai minimi storici. Ma fa tutto parte di un preciso progetto politico di questa destra a guida Meloni».

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