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Schlein: “Meloni risponda su sanità e salari. Dal governo distrazione di massa”

“Prendono in giro gli italiani”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, è chiara. Parla, intervistata dalla Stampa e da Domani, della destra di governo che, in questo finale di campagna elettorale, inanella provvedimenti spot, dell’ultima ora: dalla social card al decreto fuffa sulle liste d’attesa in sanità, al viaggio della premier in Albania.

“Si sono accorti di non avere in mano nulla”, spiega Schlein. “In un anno e mezzo di governo le condizioni materiali degli italiani sono peggiorate. E loro non hanno fatto altro che piantare bandierine ideologiche fra gli occhi delle persone più fragili. Stanno provando in modo goffo e irrispettoso a raccontare un’azione di governo che non c’è”.

“Abbiamo riportato il Partito dove la sua gente si aspetta di trovarlo: nelle piazze, nei luoghi di lavoro o di cura. La destra ha un’avversione per i poveri e ricorre a spot elettorali per coprire l’incapacità di governare”.

Sulla sanità un decreto fuffa, ma gli italiani non si fanno prendere in giro

La segretaria dem ricortda che sono mesi che “battiamo sulla sanità pubblica, abbiamo presentato una legge chiedendo alla destra di votarla insieme – e in alcuni consigli regionali l’abbiamo fatto, anche dove governano loro – che chiede di aumentare la spesa al 7,5 per cento del Pil, che è la media europea. E di sbloccare le assunzioni per riempire i reparti e abbattere le liste di attesa”. Quello che ha fatto questo governo, “a quattro giorni dal voto”, è “un decreto fuffa senza un euro. Ma gli italiani non si fanno prendere in giro”.

Perché dare risorse alla sanità pubblica, continua la segretaria Schlein, “vuol dire curare anche chi non ha i soldi per curarsi. Più servizi per anziani non autosufficienti. E per persone con disabilità: il governo ha tagliato 100 milioni”. Sulla salute mentale, “le studentesse e gli studenti hanno acceso un faro sulle drammatiche carenze di personale e strutture”. Le richieste arrivate per il bonus psicologo, sottolinea Schlein, sono 400mila. E le risorse messe dal governo sono suffcienti per dare un aiuto solo a una forbice fra l’1 e il 5%.  E allora, come da giorni ripete, Schlein conclude: “L’unica cosa concreta che Meloni ha fatto sulla sanità è una norma per fare entrare gli antiabortisti nei consultori, per fare pressione sulle donne e le ragazze che cercano di accedere all’Ivg”.

I fondi per la sanità? Meloni ripensi a Irpef e Albania

“Sono felice di aver costretto Meloni ad ammettere che non ci sono risorse sufficienti sulla sanità”, dice ancora Schlein, respingendo l’accusa della Presidente del Consiglio di non indicare dove trovare le coperture. “Meloni dice il falso – chiarisce – io ho sempre spiegato dove trovare le risorse. Hanno messo 4 miliardi sulla riforma dell’Irpef, che si tradurrà in uno sconto di 15 euro al mese sulle tasse. E non abbiamo chiesto noi di sottoscrivere il cinico accordo con l’Albania per trasferire lì i migranti, un’operazione che non serve a niente e già costa 800 milioni. Non ho scelto io di alzare bandiera bianca sulla lotta all’evasione fiscale, rinunciando a recuperare soldi da lì. E non dimentichiamo i 14 miliardi stanziati su un progetto dannoso e pericoloso come il ponte sullo Stretto di Messina”.

Bignami? Una cosa vergognosa. I ristori sono un diritto, non un favore

Il messaggio mandato dal sottosegretario Bignami agli alluvionati dell’Emilia-Romagna è “una cosa vergognosa, un uso politico delle istituzioni. Dopo un anno, ancora non hanno portato i ristori al 100% come promesso: sono un diritto, non un favore da elargire in cambio del silenzio o della fedeltà politica”.

Una svolta progressista è necessaria per l’Europa che vogliamo

“Da federalista europea penso che sia importante fare un buon risultato per imprimere una svolta progressista all’interno dell’Ue, per riuscire a costruire davvero l’Europa che vogliamo. Poi, visto che dall’altra parte abbiamo una destra italiana che non ha mai creduto nell’integrazione europea, è chiaro che speriamo di mandare un segnale forte al governo. Anche nell’ottica di costruire l’alternativa”.

 

 

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