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Sarracino: «Le europee il banco di prova. Saremo la forza del lavoro»

La destra ha vinto le comunali, anche in città che per voi non erano impossibili. Una sconfitta chiara, che deve spingerci ad una analisi molto seria. Siamo in un contesto europeo che vede una netta avanzata delle destre, dalla Grecia alla Spagna. C’è una domanda di protezione sociale fortissima cui il fronte progressista non ha ancora dato risposte adeguate. Infine, non c’è nessuna correlazione tra i due tipi di elezione: negli ultimi due anni abbiamo vinto moltissime elezioni comunali, e poi abbiamo perso male le politiche. Al tempo stesso, se avessimo vinto queste comunali non sarebbe stato un avviso di sfratto a Meloni, per intenderci. I critici di Schlein sostengono che il PD si sia spostato troppo a sinistra. Le primarie hanno dato un esito chiaro e non scontato.
 
È evidente che da un lato non possiamo dimenticare la piattaforma congressuale che ha vinto il congresso e dall’altro occorre muoversi in un’ottica unitaria. D’altronde, senza l’unità non saremo credibili per battere questa destra. Lavoreremo nelle prossime settimane affinché il PD sia percepito innanzitutto come il partito del lavoro e della lotta alle ingiustizie facendo vivere queste battaglie nel cuore e nella testa degli italiani.
 
Il partito va rafforzato e rinnovato, soprattutto sui territori e senza retorica. Non parlo certo di rottamazione, ma di selezione delle classi dirigenti sulla base della qualità delle battaglie politiche. Dove è stato fatto i risultati si sono visti. Altrove è rimasta l’illusione che il PD possa bastare a sé stesso. E questo deve cambiare.
 
Il lavoro di costruzione del nuovo PD deve andare avanti in modo spedito. Saremo il partito del lavoro che fa della questione salariale la priorità dell’agenda politica, che difende davvero chi è sottopagato, sfruttato o disoccupato, il partito di quei tanti giovani costretti ad andare via dalle proprie città. Il partito che difende la sanità e la scuola pubblica. Saremo inoltre molto netti anche sull’autonomia differenziata che penalizza milioni di cittadini del sud e spacca il paese. Mobilitiamo immediatamente il popolo che è venuto a votare alle primarie: donne e uomini che vogliono sentirsi protagonisti dell’opposizione al governo.

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