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Picierno: “Cara Meloni, scriviamo un patto per fermare i femminicidi”

“Cara presidente Meloni, per le donne è sempre il giorno dopo: il giorno dopo una violenza, il giorno dopo un femmicidio, il giorno dopo una molestia, il giorno dopo un grido di aiuto che viene sminuito (…)”. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo interviene su La Stampa rivolgendosi alla presidente Giorgia Meloni sul tema dei femminicidi.

“Il nostro impianto normativo è all’avanguardia, gli strumenti repressivi e giudiziari ci sono, ma ciò che manca in questa battaglia è un impegno senza quartiere all’idea che uccidere una donna, usarle violenza fisica o psicologica, possa essere socialmente accettato (…)”.

“Presidente Meloni, ci divide tutto o quasi, per tradizione politica e per visione del mondo: per me, ad esempio, il femminismo è la risposta alle inaccettabili diseguaglianze dei nostri tempi, per lei evidentemente no. Ma ciò a cui siamo chiamate è che queste differenze, in nessun caso, possano impedire un comune lavoro per un comune obiettivo: reagire alla violenza, fermare questa mattanza, sostenere le donne e abbassare fino a quota zero la soglia di tolleranza di comportamenti maschili violenti. Non è mai servito e ahimè non servirà nemmeno questa volta il decreto del giorno dopo, l’ennesimo pacchetto di misure repressive, offerto come consolazione in memoria e nel nome delle ultime vittime”.

Pina Picierno chiude con un appello alla premier: “Potrebbe servire, invece, un passo diverso, un approccio diverso rispetto a quello che si è sempre adottato. Ascoltiamoci e scriviamo insieme un patto per le donne e contro la violenza di genere, decidiamo insieme cosa è necessario fare, come sperimentare nuove strade che vadano oltre le divisioni per un cammino serrato, impegnativo e comune. Facciamolo noi: donne con l’esperienza delle nostre solitudini, del nostro dolore, del nostro essere figlie, madri e cittadine perché oltre a sfondare il soffitto di cristallo abbiamo il dovere di fermare questa strage in Italia e nel resto del mondo. Facciamolo insieme, facciamolo subito”.

Intervento integrale su La Stampa

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