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Bonafoni: «In Ucraina serve una trattativa»

Alla Direzione nazionale PD c’è stato un voto unanime sulla proposta di Schlein di una mobilitazione in sette punti per l’estate. Ma è stata anche l’occasione per ricordarci che chiuderci in un dibattito autoreferenziale non fa bene alla credibilità del PD, che il nostro avversario è la destra di Meloni e che il nostro comune obiettivo è rispondere a chi aspetta da noi un’alternativa, parlando dei bisogni e delle aspettative delle persone più in sofferenza attraverso una nostra agenda sociale.
 
Il PD è il primo responsabile della costruzione di una alternativa progressista, i consensi che Schlein ha ricevuto dentro e fuori il PD ci dicono che ha fatto bene a partecipare alla manifestazione del M5s. Il saldo è decisamente positivo.
 
Schlein ha parlato di estate «militante». Cosa significa in concreto?
Significa passare l’estate nelle piazze e nei circoli del PD, con i nostri parlamentari e dirigenti locali e nazionali, a spiegare cosa significa perdere i fondi del Pnrr, cui questo governo non crede: non è una formula astratta, si tratta di asili nido, sanità di territorio, riconversione ecologica. E significa alzare la voce contro l’autonomia differenziata, facendo esprimere i consigli comunali da nord a sud contro questo progetto che aumenta le diseguaglianze.
 
La sinistra oggi non può limitarsi a essere “anti”, ma provare a darsi una nuova identità, farsi percepire utile per i 17 milioni di italiani che non votano più. Il nostro compito è far rinascere una speranza nel futuro in una società rassegnata. La vittoria di Schlein alle primarie nasce da questa richiesta, ma c’è un grande cammino da fare. E non basta fare opposizione.
 
Dagli elettori delle primarie è arrivato un mandato chiaro, e i risultati si vedono già: più iscritti, una crescita nei sondaggi, un lavoro di ricucitura che è appena iniziato.
 
La guerra è uno dei temi più delicati. Appena provate a parlare di pace venite assaliti dai falchi atlantisti, mentre anche Biden parla di rischio nucleare.
Il PD è per il sostegno all’Ucraina, anche militare, e non c’è nessuna equidistanza. Schlein è costretta a ripeterlo quasi ogni giorno. Eppure è così chiaro. Ma in un mondo che parla solo di armi sentiamo il dovere di far crescere la dimensione della pace, affermare l’idea che serve una trattativa. Grazie al PD il Parlamento italiano ha stabilito che i fondi del Pnrr non saranno usati per le armi. Siamo molto soddisfatti. Il compito di una forza progressista è battersi per una mediazione, non rassegnarsi. Non c’è nessuna incompatibilità con il sostegno a Kiev.

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