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Bonaccini: “Penso all’Emilia-Romagna, non alle Europee. Il governo vuole demolire la Sanità”
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“Le forze politiche si devono confrontare anzitutto in Parlamento e è lì che il governo scappa, aldilà del salario minimo ormai assistiamo quotidianamente solo alla decretazione d’urgenza con voti di fiducia. Addirittura il divieto di presentare emendamenti per gli stessi parlamentari di maggioranza. Se si vuole un confronto costruttivo bisogna ripristinare i fondamentali”.
 
Cosi’, in un’intervista a La Stampa, il presidente del PD Stefano Bonaccini risponde a chi gli chiede se Elly Schlein fa bene a non accettare l’invito di FdI a partecipare ad Atreju.
 
“Se si vuole un confronto costruttivo, bisogna ripristinare i fondamentali. Basta vedere il tentativo di limitare il diritto allo sciopero dei lavoratori. E’ una destra che fatica a tollerare il dissenso, pratica a fatica la collaborazione istituzionale, occupa tutti gli spazi possibili”, sostiene, affermando che, a suo giudizio la priorità è “impedire la demolizione della sanità pubblica”.
 
“Si parta dalle basi dal confronto istituzionale e dal diritto a dissentire. Spero che il clima migliori e saro’ ben lieto di cambiare giudizio”.
 
La sfida Meloni-Schlein la vedremo alle europee, entrambe capolista?
“Il tema non è quello di avere Elly candidata o meno, la decisione spetterà a lei. Il punto su cui siamo entrambi impegnati insieme a tutto il PD e avanzare una proposta per l’Europa che tolga il nostro Paese dall’isolamento in cui questa testa la cacciato su tutti i principali temi”.
 
Lei sarebbe disposto a candidasi alle europee?
“In questo momento c’è una sola priorità per me e si chiama Emilia-Romagna”.
 
La priorità nella contromanovra che il PD sta preparando?
«Impedire la demolizione della sanità pubblica. Con una risposta forte in termini di risorse e personale, per ripristinare il diritto alla salute delle persone, negato dalla destra. Nella legge di bilancio mancano all’appello miliardi di euro e stiamo tornando fanalino di coda in Europa per la spesa sanitaria. Ci sono blocchi alle assunzioni di medici e infermieri e non si permette ai ragazzi di iscriversi alla facoltà di medicina. E poi ci sono vincoli di spesa che impediscono di abbattere le liste d’attesa per esami e prestazioni. Chi può permetterselo paga e si cura, gli altri si arrangino. È inaccettabile».
 
Come si raggiungono gli obiettivi che ha appena elencato? E con quali soldi?
«Le risorse vanno recuperate dall’evasione fiscale, che invece il governo incoraggia con nuovi condoni. E per abbattere le liste d’attesa ora serve tutto, compreso il contributo del privato accreditato. Ma la risposta principale è formare e assumere più professionisti. E pagarli meglio».

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