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Autonomia differenziata: il no allo spacca-Italia mobilita l’intero Paese

Atteso, discusso, contestato, il disegno di legge sull’autonomia differenziata arriva in Aula al Senato. Ad attenderlo, le pregiudiziali di costituzionalità di Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra, preludio ai 336 emendamenti,153 del Pd, 121 dei pentastellati e 50 del gruppo Misto. Fuori, una mobilitazione organizzata dal comitato No autonomie, che da Trapani a Trieste, passando per Roma, unisce l’Italia che il disegno di legge Calderoli vuole spaccare, più di quanto già non lo sia. Con un’accelerazione in odore di dividendi elettorali: uno scalpo del Paese in dote alle prossime regionali, e, più avanti, alle europee.

Davanti alle prefetture del Meridione saranno più di cento i sindaci a protestare. Perché il timore che le regioni del Sud siano penalizzate dallo scellerato disegno di legge Calderoli è più che un timore. Una delegazione del Partito democratico parteciperà alla mobilitazione nazionale contro lo “spacca Italia”, nell’appuntamento romano al Pantheon, in piazza della Rotonda, dove i comitati “NO AD” si sono dati appuntamento a partire dalle 15.30.

Molto preoccupato   si dichiara il responsabile Sud del Partito democratico, Marco Sarracino: “perché è un disegno di legge che spacca l’Italia a metà”.

Noi oggi saremo in tutte le piazze d’Italia dove si sono organizzati dei presidi per manifestare contro il DDL Calderoli – dichiara Sarracino – e continueremo la nostra mobilitazione con delle iniziative politiche non soltanto al Sud, perché noi spieghiamo i danni di questo disegno di legge in tutto il Paese, opponendogli una proposta politica, quella del Partito democratico,  che parla in maniera uguale da Milano a Napoli”.

La destra nell’ultimo anno ha compiuto un numero impressionante di scelte che hanno effetti devastanti sul Sud – spiega Sarracino -.  Pensiamo allo smantellamento del reddito di cittadinanza, all’affossamento del salario minimo, e ancora al taglio del fondo infrastrutturale perequativo, che serviva proprio a ridurre i divari e le diseguaglianze tra Nord e Sud, fino ai soldi persi dai progetti PNRR e la ZES unica. A tutto questo si aggiunge l’autonomia differenziata che diventa a questo punto un colpo nei confronti del mezzogiorno micidiale”.

Contro quello che definisce un accanimento incomprensibile “da parte del governo Meloni nei confronti dei cittadini del Sud”,  traditi dai “parlamentari del centrodestra che voteranno questo disegno di legge, mentre in campagna elettorale non hanno praticamente mai parlato dell’autonomia differenziata”, il Pd promette battaglia, a partire dal Parlamento, ma non solo.

Perché, conclude Sarracino “abbiamo capito benissimo che questa è una vera e propria fregatura, ripeto, non solo per il Sud ma per tutto il Paese. L’hanno notato anche gli industriali che sono molto preoccupati, chi produce ricchezze è preoccupato del fatto per esempio che noi potremmo avere un’Italia con 20 politiche energetiche differenti, che renderebbe impossibile al Paese competere a livello globale”.

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