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Mes, il caso Italia in Europa
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Com’è noto, dopo il parere contrario in Commissione Bilancio, anche la Camera ha respinto l’autorizzazione alla ratifica del Mes. Senza entrare nel merito delle varie posizioni politiche, che hanno certamente diviso la maggioranza ma anche l’opposizione, con questo voto viene bloccata qualunque prospettiva di ratifica del Meccanismo europeo di stabilità da parte dell’Italia.

L’Italia è ufficialmente l’unica in Europa a non sottoscrivere un accordo che era stato già da tempo ratificata da tutti gli altri Stati membri.

Il ministro Salvini dice che non c’è un ‘caso Italia’ ma, la sua lettura dei fatti, non fa i conti con la realtà: il nostro Paese crea un problema agli altri. Il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, lo aveva già messo in chiaro nel mese di giugno: “Rispetto assolutamente e posso capire il punto di vista del governo italiano se dice che non vuole accedere. Ma la ratifica del trattato consentirà che il maggior potere del Mes sia messo a disposizione di altri Paesi – aveva puntualizzato –, che potrebbero invece decidere di volersene avvalere nel futuro. Mi auguro che questo potrà essere considerato all’interno del dibattito italiano”.

Così non è stato e ipotizzare gli scenari futuri non è semplice.

Quello che si sa, ad oggi, è che i Paesi europei non potranno avvalersi, nel caso ne abbiamo bisogno, del Fondo salva-Stati ‘in versione rafforzata’. Viene infatti bloccato un nuovo strumento chiamato ‘backstop’, un paracadute finanziario che il nuovo Mes fornirebbe al Fondo di risoluzione unico, un fondo finanziato da tutte le banche dei Paesi europei che fanno parte dell’Unione bancaria, pensato per risolvere le crisi bancarie. In poche parole se il Fondo di risoluzione unico finisce i soldi – ipotesi difficilmente realizzabile- il Mes può prestare le risorse necessarie.

Ma per entrare in vigore deve essere ratificata da tutti i Parlamenti nazionali dei suoi Paesi membri e sappiamo che non è andata così.

Meloni and Co. forse speravano che tentennare sulla ratifica del Mes gli permettesse di ottenere qualche cosa dal Patto di Stabilità ma la strategia non sembra aver funzionato, visto l’accordo trovato tra Francia a Germania. Come al solito, a pagare i conti del governo è la credibilità dell’Italia.

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