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Zingaretti: “Costruiamo un sistema su tre grandi pilastri: scienza, ospedali, sanità del territorio. E facciamolo in fretta”
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Investire in salute non è un costo ma un investimento ad alto valore aggiunto

Aumentare gli investimenti nella ricerca biomedica, nelle scienze della vita, come priorità nazionale, per collocarel’Italia negli investimenti ad alto valore aggiunto: dobbiamo rimettere in connessione i grandi poli della ricerca. Dobbiamo diventare produttori della qualità della scienza per anticipare e non attendere che qualcuno trovi sempre la risposta al posto nostro”. È la proposta del segretario nazionale, Nicola Zingaretti, intervenuto in collegamento all’evento promosso dal Pd Lombardia dal titolo ‘Lombardia: Un’altra Sanità per vivere sicuri’, per presentare proposte concrete dopo l’emergenza Covid.

“Siamo un grande Paese che ha bisogno di creare lavoro e mettere in connessione i nostri luoghi della ricerca – ha aggiunto -. Il primo insegnamento del Covid è che la salute non è un costo ma un investimento e che la salute delle persone è anche prevenzione, monitoraggio e presenza nel territorio. Non solo perché gli investimenti in sanità producono crescita e Pil ma intervengono nella dimensione della sicurezza delle persone”.

 

Costruiamo un sistema su tre grandi pilastri: scienza, ospedali, sanità del territorio

“Presenteremo il nostro manifesto delle cose da fare molto concreto”, ha detto Zingaretti, perché bisogna cogliere l’esperienza del Covid per “superare tutte le resistente psicologiche” e “costruire un sistema su tre grandi pilastri: scienza, ospedali, sanità del territorio connessa che cura e fa prevenzione nelle case e nelle scuole, perché prevenire è centomila volte meglio che curare ed è anche più economico”.

“Dovremo avere il coraggio – ha proseguito Zingaretti – di rivisitare un modello che si fonda su tre grandi pilastri, sanità, socioanitario e terzo settore, collegando tra loro. E va fatto in maniera molto più veloce di quanto si pensi”.
 

Politica e scienza

“La prima cosa che voglio dire è che io non credo che si possa semplicemente parlare di politica e scienza. Perché ci sono state e ci sono politiche dichiaratamente antiscientifiche e politiche che hanno ricercato invece con la scienza un punto di equilibrio per operare. L’talia è stata la prima democrazia occidentale che, in base alle indicazioni della scienza, ha detto a 60 milioni di persone di stare a casa. In quelle stesse settimane ci sono stati leader come Bolsonaro che facevano comizi tra la folla o chi in disprezzo la vita ha ipotizzato l’immunità di gregge”.

 

Ripensare la Sanità partendo dalla Costituzione

“Qui da noi è prevalsa la ricerca di un rapporto sano tra politica e scienza e non credo sia un caso. Legato anche al fatto che noi abbiamo una bellissima Costituzione, e lungimirante: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Un articolo lungimirante se pensiamo al Covid.”

Per Zingaretti, “l’universalità del diritto alla cura è un principio che non dobbiamo abbandonare. Ora dobbiamo muoverci in fretta e assumere la priorità assoluta dell’offrire sicurezza alle persone. Questa è la domanda. Possiamo aumentare la percezione della sicurezza delle persone? Io penso di sì, e dobbiamo dirlo, aprendo una battaglia culturale. Ci hanno detto per anni che i pericoli della sicurezza venivano dagli altri, invece dobbiamo partire dagli insegnamenti del Covid: la salute non è un costo ma è un investimento. E farlo dovrebbe essere “terreno comune”, di “una missione comune garantire sicurezza prima del’arrivo del vaccino” ma “c’è politica e politica. C’è chi tiene la mascherina e chi si fa i selfie senza mascherina in mezzo alla folla…”.

 

Pianifichiamo ora il rientro a scuola in sicurezza

“Da fare e pianificare subito, dico soprattutto per la riapertura dell’anno scolastico, sono test e tamponi a livello nazionale in tutti i luoghi. Scuole sicure deve diventare un grande progetto nazionale, nella mia Regione lo stiamo facendo”, ha detto il segretario. “Non possiamo pensare di riaprire le scuole e non sapere chi entra in quegli istituti, e quindi personale docente, non docente, forse un pezzo di popolazione studentesca per avere un quadro di quella che sarà la riapertura dell’anno scolastico a settembre. Ma queste cose vanno decise ora, pianificate adesso, vanno pianificate nei territori. E credo anche ad una grandissima estensione dei vaccini anti influenzali per evitare il più possibile ricoveri inappropriati”, ha concluso Zingaretti.

 

Non abbassiamo la guardia sul virus

Nel suo intervento Zingaretti ha anche invitato a “non abbassare la guardia” sul Covid. “Non è un tema banale, guardate gli indici che stanno aumentando – ha detto -. Ci sono delle raccomandazioni: mascherine, distanziamento sociale, igiene delle mani e degli ambienti, che debbono tornare ad essere attuali come strumento immediato di contenimento del virus”.

 

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