“La 57esima edizione di Vinitaly conferma la potenzialità del settore del vino e dei distillati, che in Italia e in Europa rappresenta un asset strategico sul piano del valore culturale, economico e di sviluppo. In Italia vitigni locali e autoctoni spesso si accompagnano a nuove sperimentazioni, alimentando il legame con il territorio e la sua storia, trasformandosi in un volano di crescita per le aree interne, incentivando anche la multifunzionalità del settore come quella del turismo enogastronomico.
Parliamo di un settore che a fronte di difficoltà importanti, a partire dall’impatto del cambiamento climatico e degli agenti patogeni che esso comporta, ha mantenuto il proprio profilo di eccellenza, emblema del Made in Italy. Per questo oggi il settore è preoccupato dalla politica dei dazi di Trump: il 2024 si chiuderà con un valore delle spedizioni in Usa di oltre 1,9 miliardi di euro, il 24% dell’export del vino italiano nel mondo. Secondo le prime previsioni, i dazi americani potrebbero costarci dai 323 ai 390 milioni di euro all’anno.
Come Paese e come settore agroalimentare rischiamo di pagare un prezzo alto, soprattutto per i prodotti di fascia media. Quello che però serve è una risposta unitaria da parte dell’Ue, una mediazione con la schiena dritta, oltre all’apertura a nuovi mercati. Abbiamo già sprecato tempo prezioso: i dazi erano infatti previsti e il governo non si è mosso”.
Così Camilla Laureti, eurodeputata del Partito Democratico, componente della commissione Agricoltura al Parlamento Europeo e responsabile dem per le Politiche agricole che ieri ha visitato la Fiera Vinitaly a Verona.
Roma, 7 aprile 2025
Vino: Laureti (PD), settore preoccupato da dazi, governo in ritardo
*Vino: Laureti (PD), settore preoccupato da dazi, governo in ritardo*