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Una nuova Pubblica amministrazione per la crescita del Paese

“La Pubblica Amministrazione non riguarda solo i 3,7 milioni di donne e uomini che vi lavorano e nemmeno tutti gli altri operatori e operatrici impiegati nei servizi pubblici esternalizzati, spesso con meno garanzie e tutele dei primi, che pure non se la passano benissimo. Riguarda invece 60 milioni di persone, perché ciascuno di noi, quotidianamente, la incrocia e vi si relaziona come fruitore di servizi pubblici”.

Sono le parole di Stefania Bonaldi, Delegata a P.A., Innovazione e Professioni, durante il suo intervento al convegno “Una nuova Pubblica amministrazione per la crescita del Paese” organizzato dal Partito democratico il 21 marzo. All’evento hanno partecipato operatori del settore, accademici, collaboratori del ministeri, rappresentanti sindacali e stakeholder, con i quali Pd ha provato a mettere a fuoco le “Pubbliche Amministrazioni del futuro”.

Dalla Sanità alla Scuola, dalle Funzioni centrali dei Ministeri alle Autonomie locali, dalle Forze dell’ordine agli Enti pubblici economici e a quelli previdenziali.

Si tratta di un tema cruciale per lo sviluppo del Paese, per accompagnare le due grandi transizioni, quella digitale e quella green” ha evidenziato nel suo intervento la segretaria dem, Elly Schlein. Per questo è necessaria una P.A. moderna, che risponda alle esigenze dei cittadini e delle imprese, “che sia in grado di tornare ad essere motore di crescita e nello stesso tempo garantire servizi e diritti per tutte e tutti, superando i divari e i limiti ancora esistenti”.

Molti i temi da affrontare, dalla necessità di delegificare e semplificare, a quella di superare una cultura ‘troppo giuridica’ e adempimentale, rivedere modalità di reclutamento, potenziare la formazione e costruire una P.A. che sappia attrarre i giovani e un parterre di professioni e talenti, oggi indispensabili per presidiare la regia, la programmazione e il controllo delle politiche pubbliche. In un momento cruciale perché, nei prossimi 10 anni un terzo degli attuali dipendenti pubblici andrà in pensione.

E ancora, la sfida è come ripensare la P.A. riorganizzandola anche in ragione delle nuove tecnologie e dell’IA, senza snaturarne la vocazione di servizio e di prossimità alle persone.

Con l’aiuto degli esperti sono stati individuati elementi di criticità, ma anche possibili piste di lavoro da sviluppare non solo per aggiornare lo sguardo e la visione del Partito Democratico sulla P.A., per riportare questo fondamentale tema al centro di un dibattito politico, che deve coinvolgere tutte le forze in campo.

Una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente, efficace, attrattiva, credibile, a misura di persona è infatti un “bene comune”, da perseguire al di là delle appartenenze politiche e della durata degli esecutivi, perché richiede tempi adeguati e riforme che non possono essere interrotte e ‘resettate’ ogni volta che cambia un governo.

Dunque parte la sfida del PD per un percorso e una riflessione anche culturale e politica. Rafforzare la P.A. significa rafforzare il Paese e migliorare la vita delle persone che ci vivono, rendendo più effettivi i diritti di tutte e di tutti e, in fin dei conti, la stessa democrazia.

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