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Transfughismo, Bassu: ”Chi cambia idea lasci gli incarichi e resti senza gruppo”
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Sintesi dell’intervista alla professoressa Carla Bassu, su L’Unione Sarda

 

Frenare i voltagabbana “Era la nostra prima missione, ma la proposta di modifica dei regolamento della Camera che abbiamo elaborato interviene anche su altre questioni. Per esempio modifica alcuni quorum, in relazione al taglio del numero dei deputati”.
Così la Professoressa Carla Bassu, 41 anni, docente di Diritto pubblico comparato all’Università di Sassari, scelta da Enrico Letta per coordinare il gruppo di lavoro del Pd sulle riforme istituzionali, in una intervista a L’Unione Sarda.

 

“Dopo la prima costituzione dei gruppi a inizio legislatura, chi decide di lasciare il proprio gruppo non può iscriversi a un altro, passare nel Misto. Deve invece nunciare agli incarichi ottenuti in quanto componente del gruppo che ha lasciato. Le prerogative del singolo restano immutate, non è una regola punitiva, però è sicuramente un disincentivo. Cambiare idea è legittimo, ma se capita centinaia di volte c’è un problema di cultura politica e di responsabilità verso il mandato ricevuto dagli elettori. All’estero esistono norme simili, ma un parlamentare ci pensa bene prima di cambiare gruppo perché subisce un forte stigma sociale”.

Noi vorremmo riportare al centro il “cittadino arbitro”, perchè le sue scelte contino davvero”.

 

A chi dice che ci sono temi più importanti da affrontare, la professoressa Bassu risponde: “Si può dedicare la giusta attenzione a tutti i temi rilevanti, ma rendere le Camere più funzionali, eliminando i meccanismi che favoriscono le inefficienze è una riforma cruciale per aiutare i processi decisionali, il nostro rimane un sistema parlamentare e le Camere devono recuperare la loro centralità”.

E continua: “Tra le tante novità, proponiamo inoltre: il divieto di maxi emendamenti da parte del governo; la razionalizzazione del ricorso alla fiducia, riequilibrando un certo sbilanciamento a favore dell’esecutivo; e la regola che impone alle commissioni di esprimersi entro un mese sulle proposte di legge di iniziativa popolare e dei Consiglio regionali. Un Parlamento snello ed efficiente aiuta anche il Governo. È giusto che l’esecutivo sia messo in condizioni di decidere”.

 

Intervista completa di Giuseppe Meloni su L’Unione Sarda.

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