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Il terrorismo non vincerà, la cultura è più forte della barbarie
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“Siamo in presenza non solo di un fenomeno globale come l’estremismo e il terrorismo, ma questo fenomeno i libri di storia lo studieranno come le prime iniziative di comunicazione globale giocata con grande abilità. Tuttavia essi non vinceranno, per la cultura e il sistema di valori che noi rappresentiamo, un sistema più forte della barbarie”. Così Matteo Renzi in conferenza stampa dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica Islamica di Afghanistan, Ghani. “La minaccia che conosciamo è pesante. Abbiamo condiviso il giudizio serio sulla necessità che vi sia una contro-narrativa, rispetto alla efficace campagna comunicativa globale che i terroristi stanno attuando”.

 

“L’Afghanistan ha avuto grandi difficoltà, il presidente Ghani sta guidando con una leadership molto vigorosa il Paese, facendo molto per l’educazione delle donne, per la lotta alle disuguaglianze, ma anche contro il terrorismo globale”. Per il premier, l’incontro di oggi “è una occasione preziosa per dare un caloroso benvenuto al presidente Ghani a Roma, un caro amico che visita per la prima volta come Presidente della Repubblica Islamica dell’Afghanistan il nostro Paese. Sei mesi fa lo incontrai ad Herat, diede il suo contributo alla cerimonia in memoria dei 54 italiani che sono morti in Afghanistan a loro va il nostro ricordo, la Patria è vicina alle loro famiglie”, ha aggiunto Renzi.

 

“Anche per il 2016 saremo impegnati al fianco degli Usa e della coalizione internazionale mano nella mano dei fratelli afghani per combattere il terrorismo”, ha spiegato il presidente del Consiglio. A questo proposito, Renzi ha sottolineato come “siamo grati ai nostri uomini che resteranno in Afghanistan, donne e uomini che fanno un lavoro prezioso e che saranno impegnati anche nel 2016 per combattere il terrorismo e per assicurare alle bambine e i bambini la possibilità di una vita che sia in grado di segnare un punto contro la desolazione e la rassegnazione”.

 

“La risposta al terrorismo deve avere più piani, diplomatico e culturale. Questa è una specificità italiana che spero altri nostri partner possano imitare. Ma non sottovalutiamo l’impegno militare che l’Italia già ha, in Afghanistan, di cui gli italiani possono essere fieri”, ha concluso.

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