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Stellantis, Orlando: “La vendita di Comau è una perdita del patrimonio industriale”
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Il governo dei “sovranisti” è “ignaro” di quello che accade nel gruppo Stellantis con la vendita di Comau. Lo dice Andrea Orlando.
 
“All’interno del gruppo Stellantis, il più importante gruppo di produzione dell’automotive nel nostro Paese, esiste un’azienda che si chiama Comau che si occupa di automazione, di innovazione dei processi produttivi. Nei giorni scorsi, sui giornali è apparsa una notizia: c’è la volontà di scorporare questa azienda dal gruppo, di creare uno spin-off, e di mettere questa azienda, probabilmente sul mercato”.
 
Continua Orlando: “Abbiamo chiesto chiarimenti al governo su questa eventualità, se ne era a conoscenza, e poi se nel caso intendesse fare qualcosa. La risposta che il governo ci ha dato è imbarazzante. In primo luogo il sottosegretario ha detto che il ministro si è trovato a dover recuperare un ritardo nei rapporti col gruppo Stellantis, che però oggi finalmente dà luogo a un ottimo dialogo, dimenticando che il suo predecessore è un suo collega di governo, il ministro Giorgetti. Ma al di là di questo, la cosa più sconcertante è che la risposta è stata che nelle prossime settimane si creerà un tavolo per discutere appunto delle sorti e del destino del gruppo Stellantis, quindi rispetto alla domanda la risposta è che il governo non è a conoscenza di questa eventualità e quindi non ha neanche messo a punto degli interventi”.
 
Per Orlando “questa vicenda ha una rilevanza che non riguarda soltanto i lavoratori di quella azienda perché si tratta di una parte importante in termini di tecnologia, di sapere e di conoscenza di Stellantis. Quindi un eventuale spin-off, uno scorporo di questa azienda, vorrebbe dire un indebolimento molto forte della capacità produttiva e progettuale del gruppo Stellantis. Sarebbe un ulteriore colpo al patrimonio industriale del nostro Paese, dopo la vendita a un gruppo straniero di Magneti Marelli: il governo dei sovranisti non sa che forse – sottolinea l’ex ministro dem – si sta spezzettando il patrimonio industriale del nostro Paese e magari lo si mette in vendita a favore di qualcun altro. Ecco, io credo che questo non possa che preoccuparci, chiederemo ancora chiarimenti al governo perché il nostro Paese ha già perso molta capacità produttiva, molta tecnologia e degli ulteriori colpi rischiano di essere assolutamente negativi per la tenuta produttiva del nostro Paese”.

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