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Sicurezza, Renzi: per le nomine criterio di totale trasparenza

“Quando si tratta di fare delle nomine abbiamo il desiderio di valorizzare le figure istituzionali. E’ accaduto qualcosa di nuovo: con un governo che è stabile, mentre in passato i governi cambiavano e chi c’era faceva le nomine in scadenza, noi abbiamo scelto un metodo di lavoro in cui la politica rivendica con orgoglio il compito di fare le nomine ma le fa con un criterio di trasparenza totale perchè si tratta di nomine totalmente istituzionali, non ci sono cordate varie”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa al termine del Cdm insieme al ministro dell’economia Padoan.

Cdmche ha ratificato l’accordo ai vertici della sicurezza: l’attuale capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa, sarà il prossimo direttore del Dis, il Dipartimento informazioni e sicurezza che coordina le due agenzie d’intelligence, l’Aisi, il servizio segreto interno, e l’Aise, il servizio segreto estero. Al posto di Pansa a capo della Polizia è stato nominato il prefetto di Roma Franco Gabrielli. Il governo, ha detto Renzi, individuerà “nelle prossime settimane” il nuovo prefetto della capitale.

 

Le altre nomine vedono Mario Parente all’Aise; Giorgio Toschi alla Guardia di Finanza; Valter Girardelli è il nuovo capo di Stato maggiore della Marina Militare e Carmine Masiello è il nuovo consigliere militare di palazzo Chigi.

 

Il premier ha ricordato che “Nei prossimi giorni faremo ulteriori organizzazioni interne del mio staff di palazzo Chigi come opportuno fare. Lo faremo la settimana prossima. Nello staff ci sono grandissimi professionisti e altri stanno arrivando. Voglio sia chiaro che c’è differenza tra le nomine istituzionali e le nomine di staff che sono collaboratori del presidente del Consiglio corrente e lasciano quando il premier se ne va. Succede così in tutto il mondo e solo da noi viene una potenziale confusione tra questi due ruoli”.

 

Decreto Banche – La vicenda delle quattro banche salvate dal governo “è stata – afferma il premier – volutamente e strumentalmente raccontata diversa dalla realtà. Siamo intervenuti salvando i correntisti che sarebbero andati a gambe all’aria e non vi è stato alcun elemento di favore per i manager o la struttura delle banche che sono state messe in risoluzione. I cittadini hanno salvato i propri soldi, ci sono sanzioni per i manager e i commissariamenti. La verità al netto della propaganda è che il nostro atteggiamento è stato molto rigoroso e serio”.

 

Il decreto legge sulle banche si compone di “tre parti”, rimborsi, recupero crediti e Dta e fondo di solidarietà per la riconversione del personale del credito, e si propone di “risolvere in modo definitivo le problematiche del mondo bancario nel nostro paese”.

 

Aggiunge “Abbiamo ottenuto che vi possa essere un rimborso forfettario fino all’80%, senza arbitrato, purchè ricorra una delle due condizioni: un reddito lordo molto basso, sotto 35.000 euro, o un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro”.

Il rimborso forfettario degli obbligazionisti delle quattro banche “vale per tutti quelli che hanno acquistato” obbligazioni “entro la data del 12 giugno 2014. Rimangono fuori soltanto 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati. Definirli truffati è un po’ difficile, ma avranno la possibilità di ricorrere all’arbitrato”.

Le risorse per gli indennizzi agli obbligazioni delle 4 banche salvate ha concluso il premier “sono soldi del fondo bancario”.

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