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Si parte dalla scuola per costruire il futuro di questo Paese
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“Trenta mesi fa Matteo Renzi, da poco Presidente del Consiglio, dedicò 40 minuti del suo discorso alle camere sull’importanza dalla scuola in Italia. Se allora il premier disse ‘ricostruendo la scuola si può ricostruire un paese intero’ oggi il principio è ancor più valido in questi giorni di grande difficoltà dopo il terribile sisma che ha sconvolto il centro Italia. È proprio ripartendo dalla ricostruzione delle scuole che avvieremo il processo di ricostruzione e normalizzazione del territorio colpito”. Così Francesca Puglisi ha aperto il dibattito “Costruire il futuro. Scuola, Università e Ricerca, le riforme che cambiano l’Italia” sul palco centrale della Festa nazionale de l’Unità di Catania in corso di svolgimento ai giardini di Villa Bellini.

 

“La riforma della scuola che stiamo portando avanti – ha continuato Puglisi – avuto diverse fasi. Abbiamo iniziato ascoltando gli insegnati sulle linee guida e quindi ricominciato ad investire (3 miliardi di euro) dopo tanti anni di tagli sull’istruzione. Con la legge 107 abbiamo restituito alla scuola 100mila insegnanti con un lavoro stabile e avanzato una serie di innovazioni per realizzare il principio che ‘grazie alla scuola si aiuta ogni ragazzo ad essere un cittadino consapevole’. Dovevamo combattere la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile avvicinando il mondo della scuola e il mondo del lavoro (alternanza scuola-lavoro). Noi non vogliamo lasciare nessun ragazzo da solo. Ogni scuola oggi ha 6/7 insegnanti in più per potenziare l’offerta formativa e l’autonomia scolastica.

 

Con la legge 107 sono stati dati 500 euro ad ogni insegnate per i consumi culturali e corsi di formazione continuativa e stanziato 40 milioni per il piano triennale della formazione docenti. Con le deleghe alla legge oggi lavoriamo e continuiamo a lavorare per favorire la scuola dell’inclusione, gli asili nido e la scuola dell’infanzia.

 

Per il reclutamento degli insegnanti (dopo gli anni del GAE, TFA, FAS) vogliamo che sia la scuola stessa a selezionare i migliori laureati e formali come buoni insegnanti che potranno accedere direttamente al ruolo”.

 

Davide Faraone,Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha voluto riprendere il discorso sull’importanza della scuola proprio nei territori colpiti dal terremoto. Dagli anni 80 al 2000 il rischio sismico e adeguamento degli edifici scolastici è stato sottovalutato. “Gli investimenti hanno avuto come oggetto solo 3000 edifici. Un grave mancanza non solo di sicurezza ma di cultura per il Paese. Dobbiamo occuparci dell’edilizia scolastica a prescindere dall’emergenza, questa è la risposta che stiamo dando. È una scelta strategica fondamentale”.

 

“Sulla scelta scolastica – ha continuato Faraone – abbiamo investito 7,4 mld individuando una serie di misure per costruire scuole nuove o rendendo sicure quelle esistenti. Una lavoro iniziato con la prima mappatura di tutti gli edifici scolastici cosa mai fatta prima che creava una lacuna sugli interventi da seguire. È anche per questo che entro il 15 settembre ripartirà l’anno scolastico anche nei territori colpiti dal sisma del 24 agosto scorso (parliamo di circa 1700 scuole)”.

 

“Con la prossima legge di stabilità aboliremo anche la vergogna delle cosiddette “donne senza borsa” ha concluso Faraone.

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