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Schlein: Il 25 aprile a Milano, migliore risposta a ogni revisionismo

Il 25 aprile a Milano, la migliore risposta a tutti i revisionismi

“Condivido l’appello del manifesto, io e il Pd saremo in piazza a Milano il 25 aprile. È un appuntamento particolarmente importante, spero in una straordinaria partecipazione. Questa è una festa di tutta la Repubblica, anche se ancora c’è chi non la riconosce”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, in un’intervista a Il Manifesto conferma la partecipazione sua e del Pd alla manifestazione nazionale del 25 aprile.

Alla domanda se ravveda particolari motivi di preoccupazione per la tenuta della Costituzione repubblicana, Schlein ricorda la gravità “della censura Rai a un monologo di Antonio Scurati su Matteotti e l’antifascismo”, e sottolinea che “il 25 aprile sarà l’occasione per coltivare questa memoria collettiva e impedire a chiunque ci provi di riscrivere la storia: una grande piazza a Milano sarà la migliore risposta a tutti i nostalgici. Sarà anche un’occasione per ribadire che vogliamo prenderci cura della Costituzione, anche nelle parti non ancora pienamente attuate, e mi riferisco al tema delle diseguaglianze sociali.

La segretaria  dem ha rilasciato una lunga intervista anche al Corriere della sera, parlando a tutto campo.

Un’Europa più sociale, verde e giusta che aumenti gli investimenti comuni

“Un’Europa più sociale, come quella che ha insistito per il salario minimo, che si batte per cancellare gli stage gratuiti. Un’Europa della salute e infatti una delle nostre proposte riguarda l’istituzione di un centro europeo comune sui vaccini e i farmaci salvavita che vanno sottratti alla logica del mercato e del profitto”. Lo dice in una intervista a Il Corriere della Sera e aggiunge che vuole anche “un’Europa più verde che aumenti gli investimenti comuni su questo fronte perché l’attuale bilancio europeo vale l’1 per cento del Pil comune ed è troppo poco. Un’Europa più giusta, un’Europa dei diritti e della solidarietà. Un’Europa con una voce sola sulla politica estera e la sicurezza, ricordandosi che l’Europa è un progetto di pace e per la pace e la difesa comune non si fa con un nuovo commissario senza reali poteri, né con un’economia di guerra come è stato proposto da Michel, magari pensando di aumentare le spese militari di tutti i Paesi europei”.

Liste meravigliose, frutto dell’unico partito che decide insieme

“Noi abbiamo approvato in Direzione delle liste meravigliose perché sono aperte a personalità della società civile che per la loro competenza rappresentano le battaglie per l’Europa che vogliamo e nel contempo tengono insieme le migliori energie del partito. È la prima volta che si fanno le liste con un metodo nuovo che archivia il manuale Cencelli. E per tenere il partito unito le abbiamo fatte insieme alla minoranza: non ci sono state scene traumatiche o notti dei lunghi coltelli, sono state approvate all’unanimità”.

“Io credo che sia positivo che siamo l’unico partito che discute in chiaro: non c’è qualcuno che si chiude in una stanza e decide. Io ho ascoltato il dibattito di questi mesi sulla mia candidatura, ho ascoltato quello sulla proposta del simbolo. E mi è sembrato che il modo migliore per rafforzare questa squadra e spingere il partito più in alto fosse quello di correre anche io, mentre l’altra proposta mi è parsa divisiva e l’ho accantonata. Io ascolto sempre e poi da segretaria mi prendo la responsabilità di fare le scelte che ritengo più utili ed efficaci per questo progetto collettivo”, ha aggiunto Schlein.

Tagli e assenza di politica industriale: la verità arriverà dopo le europee

“Il messaggio di Meloni è molto chiaro: la verità ve la diciamo dopo le Europee. Noi ci aspettiamo che questo governo prosegua con i tagli alla sanità pubblica, alle pensioni, al sociale, e con la totale assenza di una politica industriale. Sono lì da un anno e mezzo e hanno dimostrato di non avere uno straccio di piano industriale per guidare la conversione ecologica e la transizione digitale”.

Patto di stabilità, astensione surreale della maggioranza

Nel voto in Europa sul Patto di stabilità “abbiamo deciso di astenerci perché riteniamo che il testo negoziato dal governo sia fortemente peggiorativo rispetto alla proposta iniziale della commissione e di Gentiloni, che ringraziamo per il ruolo impegnativo che ha ricoperto in questi anni”.

“Il governo ha accettato a testa bassa un compromesso fatto da altri che per l’Italia è dannoso perché diversamente dalla proposta Gentiloni reintroduce dei rigidi parametri sul deficit e il debito – aggiunge – ma la cosa veramente surreale è che le stesse forze di maggioranza si siano astenute sfiduciando di fatto il governo”.

Basta veti incrociati nella costruzione dell’alternativa

“Vorrei essere chiara: il Pd non ha mai messo veti, ha sempre lavorato per allargare il più possibile il campo delle forze alternative a questa maggioranza. Il punto, però, è che non possiamo essere soltanto noi a sentire la responsabilità di costruire questa alternativa. E a chi, come Renzi o Calenda, oggi ci attacca vorrei dire: lo so che è faticoso costruire un’alternativa alla destra, ma non è che la soluzione è andare direttamente a destra”.

Riferendosi ai 5 stelle, aggiunge, “vorrei far notare che il loro risultato dimostra che il problema per il loro elettorato non è la presenza di altri nella coalizione, che è stato il motivo dell’irrigidimento”. “A tutti chiedo di smetterla con i veti incrociati perché continuo a pensare che uniti si possa vincere”, avverte. Rivendicando per il Pd: “In 13 dei 17 capoluoghi in cui si è votato lo scorso anno siamo noi il primo partito. E lo siamo anche in Sardegna. E dove perdiamo, come in Abruzzo e Basilicata, quasi raddoppiamo i consensi. Il nostro sforzo unitario ci rafforza”.

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