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Sanità, PD: “Il governo Meloni fa a pezzi il nostro diritto alla salute”

“Il governo di Giorgia Meloni continua a tagliare il servizio sanitario nazionale mentre un italiano su cinque rinuncia a curarsi a causa della crisi”. Così la segretaria del PD, Elly Schlein.
 
“La situazione della sanità pubblica costringe sempre più italiani a non curarsi e la risposta del governo è tagliare ancora fondi: un atteggiamento gravissimo e incomprensibile che non faremo passare sotto silenzio. Tutte le persone devono sapere che Meloni mentre cerca un nemico al giorno sta smontando pezzo per pezzo il nostro diritto alla salute“.
 

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“Ci saremmo attesi che, almeno in parte, il Governo raccogliesse con la Nadef il grido d’allarme dei sindacati del settore, delle Regioni e dello stesso Ministro. E invece leggiamo con sconforto e grandissima preoccupazione una linea fondata ancora una volta sul definanziamento della sanità e sui tagli ai servizi. Sono sempre più frequenti le denunce di cittadini che non riescono ad accedere ai servizi senza dover ricorrere al privato, sono sempre più diffusi i casi di operatori e operatrici che scelgono di abbandonare le strutture pubbliche per impieghi meglio remunerati e organizzati anche all’estero, la carenza di alcune figure professionali – prime tra tutte quelle infermieristiche – sta diventando drammatica, a maggior ragione a fronte dell’invecchiamento della popolazione e della necessità di rafforzare la medicina di prossimità e territoriale.
 
Di fronte a tutto questo la scelta del governo Meloni è quella di imboccare decisamente la strada della riduzione del Fondo Sanitario Nazionale che già dal prossimo anno scenderebbe al 6,2% rispetto al Pil. Noi ribadiamo la nostra proposta di portare la spesa per la sanità al 7,5% del Pil nei prossimi 5 anni e di realizzare un piano straordinario di assunzioni superando definitivamente il tetto di spesa per il personale.
 Solo così sarà possibile dare risposte non contingenti alle liste d’attesa, alle diseguaglianze tra i cittadini e al disagio profondo degli operatori. Su questi obiettivi non indietreggeremo di un millimetro e continueremo a lavorare per costruire l’unità di tutte le forze dell’opposizione.”
 
Lo scrive in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Partito Democratico.
 
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“Stanno cancellando quel poco che la pandemia ci aveva obbligato a fare e cioè a sostenere la sanità pubblica. Questo governo prima si dimette, meglio è. Mancano medici, mancano infermieri, i tempi per le visite si allungano e soprattutto le previsioni di spesa, secondo il governo, che ora è al 6 per cento del Pil, scenderanno ancora di più.
 
Il diritto alla salute è un bene universale che non può essere svenduto.
 
Abbiamo visto tutti che cosa ha significato il modello lombardo nei giorni dell’emergenza sanitaria. Bisogna investire nella sanità pubblica. Se i fondi vanno altrove, è una sconfitta per il servizio sanitario nazionale. E non ce lo possiamo permettere. Come sul salario minimo così sulla sanità, come Partito Democratico, siamo impegnati a costruire l’unità delle opposizioni alla destra di governo su obiettivi comuni.”
 
Lo scrive in una nota Sandro Ruotolo della Segreteria nazionale del PD.
 
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Con la nota di aggiornamento al DEF approvata dal Consiglio dei Ministri qualche giorno fa, è chiaro il disegno del Governo di procedere ad ulteriori tagli al Sistema Sanitario Nazionale.
 
Il Fondo Sanitario Nazionale già dal prossimo anno subirà un’ulteriore riduzione attestandosi al 6,2% del PIL. Una decisione grave e inaccettabile, di fronte ai bisogni che ogni giorno pongono cittadine e cittadini che non riescono ad accedere ai servizi più basilari senza attese infinite o senza rivolgersi – quando possono – alla sanità privata.
 
Non è certo questo il quadro di cui avrebbe bisogno il Paese, soprattutto di fronte ad esigenze nuove cresciute con la pandemia e date da un generale invecchiamento della popolazione e alle disuguaglianze aggravate dalla crisi economica.
 
Ci batteremo con convinzione, a partire dal dibattito in Parlamento, perché l’Italia aumenti la spesa sanitaria anziché ridurla, investa nel SSN e proceda ad un piano straordinario di assunzioni, per dare risposte ai cittadini e alle cittadine e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori del settore. È importante che su questo le opposizioni si muovano insieme”.
 
Così in una nota Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’associazionismo.
 
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In 3 anni programmano 20 mld di privatizzazioni. Altrettanti di tagli sostanziali alla sanità, con la spesa rispetto al PIL che scende verso il 6%. E con l’UE trattano solo per farsi scomputare le spese militari dal deficit. Difficile immaginare una manovra più anti-sociale”.
 
Lo scrive su X Alfredo D’Attorre della segreteria del Partito Democratico.
 
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“Sembrava che la pandemia ci avesse insegnato qualcosa. Si parlava di una “nuova normalità”, in grado di cambiare strutturalmente le condizioni che generano le crisi, in particolare puntando su ambiente, su territori sempre più salubri e su una sanità più solida, diffusa territorialmente, efficiente, tempestiva, accessibile a tutte e tutti.
 
Come in un incubo, il Governo Meloni sceglie ossessivamente la strada sbagliata su entrambi i fronti, mostrandosi novecentesco nella totale disattenzione all’ambiente e minacciando tagli con la scure su un sistema sanitario al collasso, con il personale malpagato e a continuo rischio “burn out”, a causa delle mancanza di decine di migliaia di medici e infermieri, su tutto il territorio nazionale.
 
Continueremo a lavorare per combattere contro questi scempi, sperando diventi una battaglia comune di tutte le opposizioni e di tutte le persone di buon senso”.
 
Così in una nota Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica, clima, green economy e Agenda 2030.
 
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“Il Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio prezioso da difendere, come ricorda anche oggi il Presidente Mattarella. Per questo fondamentale è garantirne il giusto finanziamento: noi chiediamo di portare la spesa sanitaria al 7,5% del Pil nei prossimi 5 anni, di superare il tetto di spesa per il personale sanitario, di investire fino all’ultimo euro del PNRR per la medicina di prossimità. L’esatto contrario della politica di un Governo incapace, che va in direzione della dismissione del SSN, come confermano la Nadef e i ritardi del PNRR.
 
Stiamo scivolando nella privatizzazione di un diritto costituzionale come quello alla salute: è inaccettabile. Una pericolosa involuzione che investe e investirà tutto il Paese. Su questo punto, come sul salario minimo, serve un’azione unitaria delle forze di opposizione perché sono a rischio i diritti dei cittadini”.
 
Così in una nota Camilla Laureti, eurodeputata del PD e responsabile dem per le politiche agricole.
 
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“La Nadef non solo conferma, ma va al di là dei più pessimistici pronostici delle settimane scorse sulla sanità: se stiamo ai numeri, il Governo non solo non tenta di attenuare l’impatto già previsto, ma taglia ulteriormente la spesa solo per fare cassa. L’esito è già sotto gli occhi di tutti da un anno: liste d’attesa che si allungano, personale sanitario che scappa dal pubblico verso il privato, cittadini del Mezzogiorno costretti a trasferirsi al nord per curarsi, famiglie obbligate a rivolgersi alla sanità privata per trovare risposte in tempi accettabili per visite ed esami, quando possono permetterselo. Si può fare peggio di così? Sono convinto che il Governo da qui all’approvazione della legge di bilancio sarà costretto a cambiare: la pressione crescente dell’opinione pubblica non farà sconti e dovranno tenerne conto”.
 
Così Davide Baruffi della segreteria nazionale PD.
 
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Nel nostro Paese, oltre 4 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi a causa di liste d’attesa troppo lunghe o semplicemente perché non avevano i soldi per farlo. Mancano infermieri e medici, i pronti soccorso sono ingolfati e c’è un’evidente mancanza di risorse – come chiedono le regioni di destra e di sinistra – per garantire il diritto alla salute. In tutto questo, Giorgia Meloni sceglie di definanziare la sanità pubblica. Il modello è chiaro: scivolare verso la privatizzazione della sanità. Si curerà solo chi potrà permetterselo. Da prima gli italiani a prima i ricchi”.
 
Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.

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