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Salario minimo, PD: “Musumeci basta ideologia, il salario minimo è forma di civiltà”

“Mettiamo in fila questi dati: il 57% degli italiani è pessimista sulla propria situazione economica, rispetto a giugno sono aumentate l’inflazione e il caro prezzi, diminuiscono i contratti di lavoro a tempo indeterminato, mentre i sondaggi ci dicono che due italiani su tre sono favorevoli al salario minimo. Ma cosa aspetta la Presidente Meloni a dire di sì alla proposta delle opposizioni invece di affossarla? Ascolti i cittadini italiani e risponda ai loro bisogni”, lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia.

 

“Due terzi degli italiani sono a favore del salario minimo, indignati dal fatto che si possa lavorare in condizioni di totale sfruttamento e chiedono al governo di mettere una soglia sotto la quale non si possa andare. Basta ipocrisie, se volete bene all’Italia approviamo il salario minimo”, così in un post su Twitter Marco Furfaro, responsabile Iniziative politiche, contrasto alle diseguaglianze e welfare della segreteria del PD.

 

“Davvero il ministro della protezione civile Musumeci ha detto che il salario minimo non c’entra con il lavoro? Secondo me pensa al reddito di cittadinanza. Altrimenti sarebbe un ignorantone. Per salario si intende la retribuzione del lavoratore dipendente. Chiaro ministro Musumeci?”, Sandro Ruotolo, responsabile  Informazione, Cultura, Culture e memoria risponde così alle dichiarazioni di Musumeci.

 

“Musumeci parla di salario minimo assistenzialista. Fa parte dello stesso governo che ha promosso l’elemosina della social card? Basta con l’ideologia, se sono capaci guardassero in faccia la realtà di milioni di lavoratori poveri?”, così Marta Bonafoni coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

Interviene Stefania Gasparini, Presidente della Commissione Nazionale di Garanzia del PD:  “La capacita propositiva della destra di cui parla Musumeci è lo sfruttamento? Silenzio, nessuna domanda sul salario minimo, retribuzioni, condizioni e tutele. La risposta ai 3.5 ml di lavoratori e lavoratrici è lavorare sottopagati”.

 

“Musumeci confonde platealmente l’odiato (da lui) Reddito di cittadinanza con il Salario minimo. Non resta allora che un unico suggerimento per l’ennesima gaffe del ministro: quando si è in un tale stato di confusione ci si ricordi del noto proverbio di popolare saggezza: un bel tacer non fu mai scritto”, così in una di Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro  nella segreteria del Partito Democratico rispondendo alle ultime esternazioni del ministro Musumeci.

 

Le fa eco Stefania Bonaldi, responsabile Pubblica amministrazione, Professioni e Innovazione: “Nello Musumeci: Salario minimo? La risposta è il lavoro, basta con questo assistenzialismo. O il ministro non sa che il salario è la retribuzione del lavoratore, e pensa agli inoccupati. Oppure intende che la risposta è il lavoro sottopagato. Delle due l’una, gravi entrambe, con 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori sotto il Salario Minimo”.

 

“Due italiani su tre sono favorevoli al salario minimo, segno che tante famiglie conoscono il dramma di essere poveri, pur avendo un lavoro. La proposta di legge da noi presentata porterebbe l’Italia al pari di tanti paesi avanzati, europei e non, ad avere una misura di civiltà per favorire la contrattazione e difendere la dignità del lavoro. La Presidente Meloni ascolti Ghisleri e non Musumeci!”, lo dichiara Marina Sereni responsabile Sanità.

 

“La destra sul salario minimo non sa che pesci pigliare e si arrampica sugli specchi”, interviene Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze, e continua: “È adottato da 22 paesi UE su 27. La stragrande maggioranza degli italiani è d’accordo, compresi i loro elettori. E le argomentazioni che stanno usando per bloccare la proposta di legge delle opposizioni non reggono. Prima se ne accorgono, meglio è”.

 

“Il governo continua a prendersela incomprensibilmente con i più deboli. Lo dimostrano le affermazioni e le scelte politiche intraprese fino ad oggi. Il Pd invece è al fianco di quegli oltre tre milioni di italiani che hanno salari inferiori ai 9 euro l’ora, e per questo continueremo a batterci in Commissione Lavoro e in aula la prossima settimana, ma anche e soprattutto nel paese”, in una nota Marco Sarracino, responsabile Coesione territoriale, Sud e aree interne.

 

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