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Rossi: attenti al sociale ma ora nel partito basta liti
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Enrico Rossi, governatore della Toscana, in Direzione ha proposto una nuova forma
di gestione del partito?
«Basta caminetti e correnti che rappresentano il passato, ma serve un organismo nazionaleche contenga in modo unitario la pluralità del partito a cui ha fatto riferimento ancheMatteo Renzi. Un posto per cercare unità e approfondimento sui temi importanti».

 

Ci sono già direzione e assemblea, a che tipo di organismo pensa?E perché allora non ha voluto entrare in segreteria?
«La segreteria è un organo esecutivo, io penso a un organismo di direzione politica formatoda 20-30 persone al massimo per discutere con tutte le anime ma senza pesarle con il bilancino. È un modo costruttivo per garantire l`unità».

 

Il tema del doppio ruolo di Renzi si pone?
«Ma no, se ne discuterà al congresso. Non possiamo dibatterne tutti i giorni. Ecco perché considero positiva la proposta di questo organismo che non mette in discussione la leadershipdel segretario».

 

Lei ha fatto un intervento molto netto sui temi sociali chiedendo una legge di Stabilità attenta al disagio sociale. È quello il punto debole del Pd?
«Ho visto un sentimento forte di delusione in alcuni strati dell`elettorato che non hanno visto una proposta convincente. Temo che così si vada a sbattere. Non so se interrogarmi sul riformismo dall`alto o cercare una svolta nelle nostre politiche. Dobbiamo passare da unriformismo dinamico a uno più robusto con scelte sociali molto nette. Forse occorre ritrovare la forza e l`energia di due anni fa puntando su una Stabilità che dia messaggi precisi almondo che si trova in sofferenza».

 

Una svolta rispetto a che dosa?
«Credo che puntare tutto sulla defiscalizzazione possa essere per noi un terreno scivoloso. Abbiamo visto che i benefici sono identici per tutti e non c`è redistribuzione della ricchezza. Ora serve una Finanziaria robusta di respiro sociale Anche correggendo alcuneimpostazioni: non possiamo competere sulla destra con il taglio delle tasse. E dobbiamo intensificare la lotta all`evasione fiscale».

 

La data del referendum costituzionale può slittare?
«Prima bisogna mettere in sicurezza il Paese attraverso la legge di Stabilità».
Ha ragione Renzi nel sottolineare che, se vince il No in autunno, sarebbe impossibile per il governo andare avanti?

 

«Io dico che bisogna smettere di sollevare questo argomento perché ogni volta si alza il livello di conflitto e ci si allontana dal merito. Basta proclami. Intanto dedichiamoci a unacampagna che approfondisca gli aspetti della riforma senza atteggiamenti liquidatori né di irrisione, e vedremo che le buone ragioni del Sì saranno più forti e condivise».

 

La sua analisi è stata molto critica verso lo stato dell`economia del Paese.
«Non vedo purtroppo la ripresa degli investimenti pubblici. Anzi, si stanno arenando. Do atto al governo che sta facendo il possibile, ma questo basta? I vincoli di spesa delle Regioni impediscono il rilancio degli investimenti. Dal 2008 sono stati persi 700 miliardi tra soldi pubblici e privati. O mettiamo le mani lì o non usciamo da questa crisi».

 

La sua ricetta?
«Intanto un`alleanza economica, politica e sociale con gli investitori privati che investono sul territorio e producono un fatturato. Mentre sul caporalato non basta aumentare le pene ai caporali ma bisogna chiamare in causa quegli imprenditori che non possono non sapere cosa succede. Bisogna riprendere ad assumere giovani nella pubblica Amministrazione. Poi serve un`alleanza contro la povertà guidata dalla Caritas e dalle AcW.

 

Analisi del voto amministrativo?
«Hanno pesato le divisioni locali. Parliamone. Se siamo sempre divisi e usiamo le primariecome strumento di lotta tra gruppi dirigenti, la possibilità di perdere al ballottaggio diventa altissima».

 

«Per gestire il partito serve un organismo di 20-30 persone che garantisca
pluralità e unità. Basta liti o ai ballottaggi perderemo molte volte. Il doppio ruolo
di Reni? Ne discuteremo al congresso, non ora»

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