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Rosato: “Serve un governo forte per la Manovra”
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La legge elettorale può essere l’occasione «per ricompattare il partito». Ma basta con le minacce di scissione. Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, attende la Direzione del 13 per la linea da seguire. Ma resta convinto che non ci siano alternative al voto anticipato.
 
Con questo clima nel Pd non è una decisione rischiosa?
 
«È tipico del Pd avere un’ampia dialettica al suo interno».
 
Si sta andando un po’ oltre la dialettica…
 
«C’è qualcuno che pensa che alzando i toni si possa essere compresi meglio. Io credo che ci si aspetta da parte nostra un atteggiamento meno conflittuale e più orientato ad affrontare i problemi. Renzi ha dato grande dimostrazione di voler riportare un clima sereno nel partito».
 
Perché allora rinviare il Congresso?
 
«Il Congresso lo avevamo proposto a fine dicembre, ma la minoranza ci ha detto di no».
 
Però le condizioni sono cambiate.
 
«Non sono cambiate le condizioni. Ma solo l’atteggiamento di chi prima ci ha detto di no. Altrimenti dovremmo fare un Congresso ogni sei mesi, invece di occuparci dei problemi degli italiani».
 
Si rischia la scissione.
 
«Non è che si rischia la scissione. C’è qualcuno che minaccia la scissione: è una cosa diversa. Tanto più che mi sembra che né Bersani, né Speranza, né Cuperlo abbiano voglia di andarsene dal Pd. E nessuno di noi vuole che se ne vadano».
 
Se il Congresso non si può anticipare per occuparsi dei problemi degli italiani, perché anticipare le elezioni?
 
«Questa è una valutazione diversa. La data del voto, che oggi non mi sembra l’argomento principale, la decide Il capo dello Stato. Noi valuteremo in base al calendario migliore, per arrivare a fare la prossima legge di bilancio con il governo più forte possibile».
 
Se ne parlerà in Direzione? Sarà la resa dei conti?
 
«Non c’è stata Direzione del Pd che non sia stata anticipata come una resa dei conti. Ci sarà una discussione e alla fine si arriverà a una conclusione. Nei prossimi giorni decideremo come arrivare alla legge elettorale. È evidente che l’appuntamento in cui assumeremo delle decisioni è quello del 13».
 
Intanto Renzi vede i capicorrente. Vedrà anche Bersani?
 
«Renzi sta facendo incontri da parecchie settimane. Mi sembra naturale che si vedano. Sulla legge elettorale raccordo sembra possibile. Penso che sia un’occasione per trovare una sintesi all’interno del Pd e non solo, recuperando una maggioranza molto ampia in Parlamento, lavorando anche sulla proposta di Franceschini per il premio alla coalizione».
 
Si parla di coalizione ampia, ma non tutti concordano che si vada da Alfano a Pisapia.
 
«Io penso a una coalizione ampia in cui c’è una proposta politica di programma, che il Pd deve farsi carico di avanzare, e da questa proposta nascerà un programma su cui cercheremo di costruire una coalizione».
 
Lo scontro sul “tesoretto” di Pci-Pds-Ds è un elemento ulteriore di spaccatura?
 
«So solo che la class-action di Bonifazi è una cosa concreta. Se ci buttano fuori dalle sedi…».

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