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Rosato: “Se Mdp si arrocca sempre, diventa Rifondazione”
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«Forse Mdp ha deciso di diventare una sorta di Rifondazione comunista con vocazione all’opposizione ideologica… un’evoluzione che mi augurerei di non vedere».
Ettore Rosato, il capogruppo del Pd alla Camera, che ha seguito la trattativa siciliana e che è tra i leader dem che tessono l’alleanza per le prossime politiche, contrattacca.

Rosato, i demoprogressisti e tutta la sinistra si sfilano in Sicilia. Dicono: o noi o Alfano.
«Alla sinistra chiedo di ripensarci. Non si può cambiare idea in 48 ore».

Ma per voi Dem meglio Alfano che la sinistra?
«Noi abbiamo scelto il “modello Palermo”: tenere assieme tutti come è stato già fatto per l’elezione del sindaco Leoluca Orlando».

Fatto è però che ora state facendo ponti d’oro ad Alfano a dispetto della sinistra?
«Per le comunali con Orlando abbiamo tenuto insieme dalla sinistra ai centristi di Ap. Ed è stata proprio la sinistra a chiedere al Pd di proseguire su quella strada».

E quindi li giudica dei voltagabbana?
«E quindi è strumentale il loro atteggiamento. A Palermo abbiamo vinto con un’alleanza larga, ripeto. Se adesso cambiano idea vuol dire che hanno paura di vincere e di governare».

Avete chiuso il patto con Alfano?
«Stiamo discutendo ancora con tutti sul programma e sulla candidatura, ma siamo a buon punto».

Per colpa del neo centrismo del Pd, sostiene Roberto Speranza che il centrosinistra è morto.
«Non mi sembra che il centrosinistra sia morto, governa a Palermo ad esempio».

Cosa avete garantito ai centristi. C’è stato uno scambio sulla legge elettorale?
«Nessuno scambio, solo la costruzione di un rapporto di fiducia reciproco che in questi anni ha consentito di governare il paese prima con Enrico Letta poi con Matteo Renzi e oggi con Paolo Gentiloni».

Per le politiche sarete in coalizione con Ap?
«Dipende molto dalla legge elettorale. È certo che se devo immaginare con chi governare la prossima volta nel caso in cui serva costruire una coalizione, penso più facilmente alle forze con cui oggi stiamo già governando che sono proprio Mdp e Ap».

Lei teme che Mdp, che ha già espresso la sua contrarietà alla manovra economica così come annunciata, si sfili dal governo?
«Penso che in Mdp ci sia una pressione per farlo diventare un partito di testimonianza piuttosto che di governo».

Crede che sia la linea di chi? Di D’Alema?
«È la linea di chi pensa che l’antirenzismo possa essere un biettivo della politica della sinistra. Per quanto riguarda il governo sono sicuro che arriverà a scadenza naturale. Spero che i demoprogressisti siano responsabili fino in fondo come Pierluigi Bersani e Speranza dissero quando lasciarono il Pd».

Senta, ma nell’accordo con Alfano siete riusciti a convincerlo a votare lo ius soli prima della fine della legislatura?
«Sono ottimista sullo ius soli, la legge per la cittadinanza ai bambini figli di immigrati, è una legge giusta e necessaria. È stato un grande risultato averla approvata insieme alla Camera. Manca un ultimo passo, non non capisco perché non farlo».

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