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La riforma della Rai è legge
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L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il Ddl di riforma della Rai. Il via libera sul provvedimento, che riforma in particolare la governance dell’azienda èarrivato con voto palese, per alzata di mano.

 

“Sono convinto che questa riforma risponda ai punti fondamentali che il disegno complessivo si proponeva”. Cosìil senatore Marco Filippi, capogruppo in Commissione Lavori pubblici e Infrastrutture intervenendo in dichiarazione di voto sulla riforma della Rai.

 

“Il passo più consistente è la riforma della governance della Rai – ha sottolineato Filippi – in modo che sia possibile una distinzione più marcata tra gestione e controllo Con il nuovo sistema di scelta dei componenti del CdA si migliorerà sicuramente la qualità e la trasparenza delle scelte, permettendo ai cittadini di seguire meglio, e di valutare appieno, i criteri di scelta. L’amministratore delegato avrà, con la nuova legge, la possibilità di guidare l’azienda senza dover tener conto, in ogni singola scelta, dei pesi e dei desideri di partiti o, come pure è avvenuto in passato, di singoli esponenti politici”.

 

“Importante è anche il nuovo metodo per il rinnovo della Convenzione sul servizio pubblico radio-tv, che sarà aperta alla partecipazione dei cittadini e guarderà al futuro in maniera più puntuale, rispondendo così ai nuovi bisogni di informazione e cultura chiesti da una società più frammentata e con più fonti d’informazione.? Come pure si dovrà rafforzare il profilo di una RAI che traini l’industria audiovisiva nazionale, favorendo la crescita della produzione indipendente e promuovendo la cultura italiana e il made in Italy, che completi la digitalizzazione dei suoi archivi da mettere a disposizione su tutte le piattaforme, che faccia innovazione, cioè sperimenti nuovi linguaggi, nuovi formati, nuove applicazioni”.

 

“Questo aiuterà a superare il sistema del duopolio – ha concluso Filippi – valorizzando il pluralismo rappresentato anche dalle tanti emittenti locali, alcune con un profilo di attenzione al territorio che va salvaguardato”.

 

“Essere riusciti ad approvare un’ottima riforma della Rai senza il ricorso alla fiducia, con un dibattito ampio e costruttivo, è motivo per me di grande soddisfazione”.Così il senatore Raffele Ranucci, relatore sul provvedimento.

 

“Sia in Commissione che in aula si è animato un confronto molto franco, a volte duro, ma costruttivo – sottolinea l’esponente Pd – che ha permesso di superare la logica impropria dell’intromissione della politica nella gestione quotidiana della Rai. Con questa riforma il rapporto fra servizio pubblico e istituzioni resta forte, con l’elezione di quattro dei sette consiglieri da parte di Camera e Senato, ma quest’ultime saranno equidistanti. Sarà compito della commissione di Vigilanza accertare il rispetto dei criteri di imparzialità e pluralismo dell’informazione”.

 

“La riforma introduce importanti novità in materia di governance – aggiunge Ranucci – con l’istituzione della figura dell’Amministratore delegato, le cui competenze in una prima fase saranno espletate dal Direttore generale. Resta la delega sul riassetto normativo del settore, affidata al governo che può adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la modifica del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, seguendo alcuni criteri direttivi.Auspico che quest’ultimo passaggio – conclude il relatore – avvenga in tempi rapidi affinché la riforma dell’azienda pubblica di servizio radiotelevisivo e di informazione sia completa sotto tutti i punti di vista”.

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