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Riforma del Fisco, Misiani: “Inserite le nostre proposte su sgravi a ceto medio e no flat tax”
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“La proposta di riforma fiscale approvata dalle commissioni finanze di Camera e Senato è un primo passo importante e positivo verso la direzione giusta.

 

La misura principale che si propone è un taglio dell’IRPEF in primo luogo per i 7 milioni di contribuenti del terzo scaglione (che potremmo definire del “ceto medio”), quelli maggiormente penalizzati dall’attuale struttura dell’imposizione.

 

Lo si farà con una riorganizzazione dell’imposta che salvaguarderà la sua progressività.<

La flat tax IRPEF di Salvini, che sarebbe stato un costosissimo regalo ai più ricchi, non è passata.Bene così.

 

La proposta delle commissioni si occupa delle donne e dei giovani – come noi chiediamo da tempo – raccogliendo l’idea avanzata dal PD di una tassazione agevolata del secondo percettore di reddito (quasi sempre donne), e ipotizzando una maggiorazione delle detrazioni per i lavoratori fino a 35 anni di età.

 

Viene riproposta l’IRI, l’imposta sul reddito d’impresa introdotta dal centrosinistra (e cancellata dal governo giallo verde) per incentivare gli imprenditori individuali e le società di persone a reinvestire gli utili in azienda.

 

Rimane il regime forfettario per le partite IVA, con l’introduzione di un meccanismo per mitigare transitoriamente il salto di aliquota oltre la soglia dei 65 mila euro.

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La proposta delle commissioni contiene una ipotesi di riforma fiscale “green” per la quale il PD si è battuto, superando i veti e le perplessità della destra.

 

Riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente e potenziamento degli incentivi per la decarbonizzazione. Riordino e stabilizzazione degli incentivi per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici. Maggiore detraibilità IVA per i veicoli a basse emissioni. Revisione della tassazione ambientale per renderla coerente con gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di CO2, compensando le famiglie e le imprese più vulnerabili.

 

La transizione ecologica “giusta” (cioè attenta alla tutela dei più deboli) entra a pieno titolo nella proposta di riforma.

 

Importanti alcune misure contenute nel paragrafo dedicato alla lotta all’evasione, dalla piena estensione della fatturazione elettronica al potenziamento del fisco digitale, cercando un equilibrio più efficace con le regole di privacy.

 

Cambia l’imposizione sui redditi finanziari. Non l’aliquota, che rimarrà al 26%. Ma alcuni meccanismi come la tassazione della previdenza integrativa, per la quale si propone un regime analogo a quello della maggior parte dei Paesi europei.

 

Le commissioni non hanno invece affrontato la questione delle imposte sui patrimoni, perché la destra su questo punto ha messo la testa sotto la sabbia.
Salvini dice che così ha “bloccato la patrimoniale del PD” (che in realtà propone di rendere più progressiva la tassa di successione per le eredità multi milionarie per finanziare una dote per le spese scolastiche, lavorative e ai abitazione dei giovani meno abbienti).
Proveremo a spiegargli, con pazienza e parole semplici, che così facendo la Lega difende solo un privilegio fiscale che avvantaggia l’1 per cento degli italiani (i multi milionari) a danno del rimanente 99 per cento, a partire dai più giovani.
Speriamo che prima o poi lo capisca.E che si unisca alla nostra battaglia”.
Cosi in un post su Fb Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze nella segreteria nazionale del PD.

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