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Ricci: parliamo di contenuti, non passiamo l’estate a discutere di coalizioni e legge elettorale
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Non si possono utilizzare numeri sbagliati per dimostrare che servono le alleanze o per enfatizzare il risultato delle elezioni amministrative.

 

Intanto non si possono paragonare risultati del 2012 con quelli del 2017, 5 anni fa non c’era il tripolarismo e i 5Stelle si erano appena affacciati sulla scena nazionale con la sola ed eccezionale vittoria di Parma. I ballottaggi avvennero in schema ancora bipolare con un centro destra al minimo storico dopo la caduta del governo Berlusconi.

 

Inoltre non si possono mischiare le mele con le pere. Ovvero i voti del pd alle politiche o alle europee con quelle alle comunali. Come tutti sanno alle comunali ci siamo presentati da sempre con le liste civiche, in particolare quelle del candidato a sindaco. Infatti youtrend alla fine del primo turno pubblica un grafico riassuntivo con centro sinistra al 37%, sinistra al 7%, centro destra 32%, 5Stelle 9% (grafico allegato). Da qui si denota che unico vero sconfitto sono stati i 5 stelle che hanno partecipato a pochissimi ballottaggi.

 

Ai ballottaggi c’è stata un’evidente avanzata del centro destra che ci ha strappato comuni importanti e storici. Ma nonostante questo vinciamo nella maggioranza dei comuni al voto (con belle vittorie in veneto, Puglia e Campania) e sulla popolazione rappresentata c’è un sostanziale pareggio con il centro destra (grafico allegato).

 

Questo voto amministrativo dimostra come non esistono più fortini inespugnabili e che ogni elezione è partita a se. Così come in molte città il centro destra abbia interpretato al ballottaggio voglia di cambiare con l’appoggio di una parte degli elettori 5Stelle. La differenza territoriale inoltre dimostra come siano sempre un voto locale. Per noi le regioni peggiori sono state Liguria, Marche , Emilia-Romagna e Lazio.

 

Questi sono i numeri. Discutiamo di tutto come sempre, delle debolezze e dei punti di forza. Ma non utilizziamo numeri sbagliati per la battaglia politica interna.

 

Infine a coloro che ci dicono che la risposta è la coalizione. La coalizione con chi ? Le amministrative ci dimostrano che a livello locale i partiti non ci sono più c’è solo il PDche si allea con liste civiche a volte più di sinistra a volte più moderate, tematiche o addirittura personali. Credo quindi che noi nei prossimi mesi dobbiamo lavorare sul PDper organizzarlo meglio, per fare emergere il suo profilo riformista. Dobbiamo parlare di contenuti, di cose fatte e di programma per Italia sul lavoro, ambiente, crescita, periferie, povertà, sicurezza e cultura. Non possiamo ricacciarsi tutta l’estate a discutere di formule coalizionali o legge elettorale. Dobbiamo essere sempre aperti ma credibili. L’alleanza principale la dobbiamo fare allargando la capacità di rappresentanza del PD, il suo profilo riformista e maggioritario. Poi vedremo se nasceranno soggetti compatibili con nostra proposta politica.

 

Mentre il centro destra è la somma di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia (già divisi sulla prospettiva nazionale), il centro sinistra è il Partito democratico. Lo abbiamo fatto apposta 10 anni fa. Lavoriamo insieme per rafforzarlo aiutando Matteo Renzi in questo lavoro faticoso, poi vedremo come evolverà scenario nazionale. Non sottovalutiamo nulla ma cerchiamo di non esagerare in una discussione infinita che spesso interessa solo addetti ai lavori.

 

Ci vediamo Venerdì e sabato a Milano al forum dei circoli PD.

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