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Renzi: “Rispettare la Costituzione significa rispettare le competenze di ciascuno”
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Via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri ai decreti legislativi che attuano la delega fiscale sulla certezza del diritto e la fatturazione elettronica , “un elemento di novità non banale che semplifica e che è un passo in avanti importante, dopo tante polemiche”, oltre che una “delle chiavi di successo della semplificazione amministrativa”.
Lo ha annunciato in conferenza stampa il premier Matteo Renzi.

 

 

 

Ma il presidente del Consiglio, oltre ai temi all’ordine del giorno della riunione di governo, ha tenuto a fare chiarezza su molte delle questioni calde di queste ore, a partire dalle polemiche sulla riforma della Rai seguite al voto del Senato, dove è passato un emendamento della minoranza che ha soppresso l’articolo che prevedeva la delega al Governo in materia di canone.

 

“Il voto negativo su un emendamento non ha pregiudicato la conclusione del Senato”, ha detto Renzi, rivendicando il fatto che “la legge di riforma della Rai è stata approvata in prima lettura”. “Vedremo se e come correggere alla Camera il testo”, ha aggiunto.

 

“Una parte del Pd ha voluto dare un messaggio politico approfittando delle assenze sulla riforma della Rai”, è la lettura del segretario dem, “ma il nostro obiettivo non è dare messaggi, ma cambiare il Paese. Abbiamo i numeri al Senato, andiamo avanti più decisi di prima”.

“Credo – ha aggiunto – che le polemiche nel Pd dovrebbero essere gestite all’interno del partito e poi credo che si debba fare quello che viene stabilito nel gruppo”.

 

Parlando poi dell’imminente rinnovo del Cda del servizio pubblico, che per il premier “non sarà un consiglio a termine ma durerà fino al 2018”, Renzi ha annunciato che “il 5 agosto il governo presenterà la sua proposta per presidente e direttore generale”, con i criteri “dell’autorevolezza e della competenza, perché il rapporto tra politica e Rai deve essere ‘alla Bbc’, di assoluta indipendenza”.
“Il rinnovo del Cda Rai – ha tenuto a precisare il presidente del Consiglio – si fa perché lo prescrive la legge, scorretto sarebbe continuare con la proroga. Trovo surreali alcune polemiche nei nostri confronti”.

 

Altro tema controverso quello dei dati Istat sull’occupazione, che nella rilevazione mensile relativa a giugno hanno evidenziato un aumento della disoccupazione dello 0,2%, anche se a fronte, come specificato dallo stesso Istituto di statistica, di una diminuzionedella popolazione inattiva.
“Il dato complessivo dell’occupazione continua ad avere aspetti positivi e negativi”, è stato il commento di Renzi. “Questo dimostra che c’e’ ancora molto da fare. Con il jobs act abbiamo stimolato l’occupazione, abbiamo fatto un grande investimento ma l’occupazione è l’ultima cosa che riparte dopo un periodo di crisi. Per questo motivo i dati sono timidi, ma anche incoraggianti”, ha rilevato Renzi, secondo il quale “la produzione industriale lascia sperare in un aumento del Pil, poi ci sono i dati dei consumi che sono finalmente di segno positivo”.
Insomma, il premier ha ammesso che “il quadro è ancora molto lontano da quello che pensiamo”, ma “la direzione è quella giusta”.

 

A proposito del voto del Senato che si è espresso contro la richiesta di arresto di Azzollini, Renzi ha chiarito: “qui non si sta parlando del bar dello sport, ma della libertà o della privazione di libertà. C’è la Costituzione e ci sono delle leggi. Il Pd è quel partito che quando si è trattato di mandare in galera un proprio deputato lo ha fatto. La Costituzione dice: fumus persecutionis sì o no. La posizione della Giunta è stata di un tipo, ma il capogruppo Zanda ha letto le carte e ha lasciato libertà di coscienza. Si vota guardando le carte, chi lo ha fatto ha ritenuto di votare contro. Io credo alla buona fede e all’intelligenza dei senatori e dei deputati”.
“Non siamo deipassacartedella procura di Trani – ha aggiunto – avendo grande rispetto della Costituzione, diciamo che rispettare la magistratura è rispettare le competenze dei giudici e anche degli altri”.

 

Infine, Renzi non ha risparmiato una battuta sulla festa dell’Unità, a proposito della quale ha ricordato che “il comizio conclusivo della Festa dell’Unità è un evento di una rilevanza e di una potenza enorme e sarà a Milano, domenica sei settembre, alle 17”.

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