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Renzi: su Consip e legge elettorale oggi verrebbe voglia di arrabbiarsi ma…la rabbia lasciamola ad altri

“Lo so, lo so. Oggi bisognerebbe dare sfogo alla rabbia. All’improvviso scopri che nella vicenda Consip c’è una indagine per DEPISTAGGIO, reato particolarmente odioso, e ti verrebbe voglia di dire: ah, e adesso? Nessuno ha da dire nulla? Tutti zitti adesso?

I grillini cambiano idea sulla legge elettorale che loro stessi hanno voluto e votato. Sono passati due giorni e già hanno cambiato posizione? Due giorni!”: inizia così il post di Matteo Renzi al termine di una giornata convulsa su più fronti, primi fra tutti quello dell’iter della legge elettorale e dell’apertura di un’indagine per depistaggio a carico del vicecomandante del Noe nell’ambito dell’inchiesta sul caso Consip.

“I commentatori che ti accusavano di voler fare tutto da solo -continua Renzi- oggi ti accusano di fare gli inciuci. Non commentano ciò che tu dici ma ciò che loro vogliono che tu dica.
Verrebbe voglia di arrabbiarsi.

Poi succede che un amico ti offre una birra su una terrazza fiorentina. E ti si schiude la meraviglia. Ti si allarga il cuore. La bellezza prende il sopravvento. E la rabbia la lasciamo a chi se la può permettere.
C’è una frase di Alda Merini che dice: bastava la letizia di un fiore per ricondurci alla ragione. Basta la bellezza della città del fiore per abbandonare ogni sentimento di rabbia. La giustizia farà il suo corso, la legge elettorale passerà se ci saranno i numeri, i commentatori polemici riconosceranno la serietà del nostro comportamento. Basta sapere aspettare e noi non abbiamo fretta. Teniamoci la bellezza -conclude Renzi- lasciamo loro la rabbia e la polemica. Buon pomeriggio, amici!”.

“Se il buon senso regge la legge elettorale passa, in caso contrario si torna al Rosatellum e quindi al muro contro muro. Le prossime ore sono determinanti”, ha detto dopo il passo indietro dei Cinquestelle il senatore Pd Andrea Marcucci.

“Se il M5S farà un passo indietro-ha sottolineato il parlamentare Dem- questo Parlamento decreterà di fatto l’impossibilità di mettere mano alla legge elettorale. Il Pd ripartirebbe da Rosatellum ma è chiaro che si andrebbe a votare quando sarà con le due sentenze della Consulta”.

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Ernesto Carbone, parlamentare del Partito Democratico ha commentato la vicenda Consip, che, secondo il deputatosta assumendo contorni sempre più allarmanti: prima le intercettazioni falsificate, ora spunta un’inchiesta per depistaggio.

Noi, come sempre, esprimiamo grande stima e fiducia nel lavoro dei magistrati e speriamo che al più presto si arrivi a stabilire la realtà dei fatti.

Ciò che stupisce è il silenzio di gran parte del mondo politico di fronte agli ultimi sviluppi, che prefigurano una grave interferenza ai danni del metodo democratico. Un silenzio ancor più imbarazzante perché arriva dopo mesi di urla e strepiti sguaiati e irresponsabili contro il Partito Democratico e il suo leader”.

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Stefano Esposito, parlamentare PD ha dichiarato: “Viene davvero voglia di chiedere a tutti gli zelanti dichiaratori seriali sulla vicenda Consip, pronti ad affondare il colpo senza alcuna prova, a puro scopo propagandistico: e ora? Avete inghiottito la lingua? Possibile che, di fronte a una gravissima ipotesi di sabotaggio dell’indagine, dalle intercettazioni false al tentativo di depistaggio, non avete nulla da dire?

Tutto ciò non è che la conferma che il giustizialismo non ha alcun interesse al bene comune ma soltanto al killeraggio sconsiderato dell’avversario politico. Noi del PD continuiamo a dire la stessa cosa da mesi: stiamo dalla parte della magistratura perché vogliamo tutta la verità”.

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“Il vice comandante del Noe indagato per depistaggio nell’indagine Consip: se confermata si tratterebbe di una accusa di una gravità totale. Ci troveremmo di fronte ad un atto di portata eversiva, con un alto rappresentante dello Stato che lavora contro le stesse istituzioni che dovrebbe difendere”, commenta Andrea Romano, parlamentare del Partito Democratico

Alla luce di queste accuse anche le azioni del capitano Scafarto andrebbero riviste. Si può ancora accettare la versione del semplice errore? Viene anche da chiedersi se Scafarto facesse parte di una rete in azione contro le istituzioni. Sono domande che esigono risposte; soprattutto, si faccia chiarezza totale su una vicenda dai contorni sempre più oscuri”.

È sorprendente poi come in questo frangente i Cinque Stelle tornino ad attaccare Renzi cercando di mischiare le carte in tavola. Sono nervosi per qualche motivo?

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Mentre, Valentina Paris, deputata del Partito Democratico in commissione lavoro, si esprime sulla Legge elettorale: “Grazie al lavoro di questi mesi siamo a un passo dall’approvare una legge elettorale a maggioranza qualificata: è un’opportunità che non dovremmo lasciarci sfuggire” così .

“In questi mesi il PD ha cercato di raggiungere, sulla legge elettorale, un compromesso, che in una democrazia parlamentare non dovrebbe essere una parolaccia. Questa legislatura prova ad assumersi, ancora una volta, la responsabilità di superare il “Porcellum” attraverso un’ipotesi condivisa dalla maggioranza delle forze politiche presenti nel Paese.

 

Il testo unificato non piacerà a tutti (qual è, d’altronde, la legge perfetta?), ma e’ quanto di più lontano da una norma “approvata a colpi di maggioranza”. La legge elettorale in esame – spiega Paris – ha in se’ un punto molto rilevante: il sistema elettorale individuato obbliga ad una maggiore responsabilizzazione le forze politiche in campo, dopo anni in cui i corpi intermedi hanno faticato a definire il proprio ruolo in una società profondamente trasformata. Il PD ha lavorato per scrivere insieme agli altri le regole del gioco. Oggi siamo a un passo dal riuscirci. Non sprechiamo quest’occasione.” conclude.

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