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Renzi al G20: contro il terrorismo l’Italia deve essere unita
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“Sul terrorismo bisogna parlare chiaro: è un problema che non si risolve con uno schiocco delle dita, è il più grande tema del nostro tempo, occorre approccio comprensivo. In questo senso il principio italiano, riportiamo la Russia al tavolo della discussione, sta finalmente portando risultati”. Così Matteo Renzi, parlando con i giornalisti a margine del G20 ad Antalya.

 

“Dobbiamo riuscire come europei ad avere una strategia seria, occorreranno mesi e forse anni per risolvere il problema, non servono banalizzazioni”, ha ribadito il premier, che si è appellato a tutte le forze politiche italiane “perché su questo tema non ci siano divisioni e litigi”.

“Ci sono valori fondamentali su cui l’Italia deve essere unita”, ha insistito Renzi ed ha aggiunto: “abbiamo la forza per poter affrontare questa grande sfida e siamo determinati ad affrontarla insieme”.

 

In merito alla sicurezza, il presidente al Consiglio ha assicurato: “gli Italiani sappiano che siamo capaci di usare il pugno duro contro chi non rispetta le leggi del nostro paese: l’Italia ha espulso in un anno 55 persone sospettate di essere estremisti.L’Italia è un grande paese in condizione di risolvere tutte le sfide, anche le più drammatiche”, ha aggiunto, sottolineando che “l’Italia ha vinto il terrorismo interno, ha vinto la mafia”, e adesso “la sfida più grande è sconfiggere la paura”.

 

Una sfida, quella al terrorismo “grande e drammatica. I terroristi stanno colpendo i luoghi simbolo della nostra identità: un museo a Tunisi, un’università in Kenya, una scuola in Pakistan e a Parigi un teatro, dei ristoranti e uno stadio – ha ricordato il premier-. Puntano a farci paura, disintegrando le nostre basi d’identità. Chi propone soluzioni semplicistiche al più grande tema del nostro tempo offre solo illusioni agli italiani e agli europei”.

 

I terroristi che ha colpito in Europa “sono giovani cresciuti nella nostre città”, come ‘Jihadi John, “un inglese cresciuto nelle scuole inglesi” e anche negli attentati di Parigi la “maggior parte erano francesi”, ha ricordato Renzi, sottolineando che “occorre equilibrio e determinazione e non dare l’idea ai nostri cittadini che la banalizzazione aiuta a risolvere il problema”.

 

“È facile dire rifugiati uguale terrorismo, non siamo in condizione di dire con certezza” che nessuno dei terroristi in azione a Parigi fosse tra i rifugiati, ma “il punto è che la quasi totalità dei rifugiati sta scappando da quei terroristi animali visti in azione nelle nostre città”.

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“Finalmente è iniziato un percorso comune a partire dal tavolo di Vienna che io spero possa essere la soluzione al problema della Siria”, aveva detto il premier dopo aver incontrato, in mattinata, il presidente Vladimir Putin. “Con il presidente Putin – ha spiegato Renzi – la discussione è stata a 360 gradi. Noi da molto tempo diciamo che c’è bisogno di una strategia, non soltanto di una reazione di fronte al grande dramma del terrorismo internazionale, che non riguarda un solo Paese ma che abbraccia negativamente dall’Afghanistan a Boko Haram in Nigeria, dalla Somalia alla Libia, fino all’assoluta emergenza della Siria e dell’Iraq. L’Italia ha più volte sottolineato la necessità di riportare la Russia al tavolo della comunità internazionale. Spero che anche il G20 faccia fare un passo avanti in direzione di quanto fatto al tavolo di Vienna: c’è la necessità di un accordo ampio che veda protagonisti gli USA assieme a Europa e Russia e con il coinvolgimento dei paesi arabi”.

 

“La posizione dell’Italia è sempre la stessa: di fronte a un problema complesso che dura da anni non possiamo immaginare di risolvere tutto con eventi che durano un tempo limitato, occorre una grande strategia politica”. Così il presidente del Consiglio, rispondendo ad una domanda sui bombardamenti francesi a Raqqa. “Un problema così grande – ha concluso – nessuno può risolverlo con la bacchetta magica, ma siamo nella direzione giusta”.

 

Rispondendo ad una domanda dei cronisti, Renzi ha assicurato che “la legge di Stabilità entra in Parlamento con più soldi rispetto al passato sulla sicurezza. Se poi il Parlamento vuole aumentare ancora le risorse siamo ben disposti a discutere”. Il premier ha poi sottolineato: “Anche nell’incontro di sabato con i capigruppo abbiamo fatto vedere, numeri alla mano, che sulla sicurezza ci sono più soldi che nel passato”.

 

Nel suo intervento alla sessione di apertura della seconda giornata di lavori del G20, il premier ha sottolineato come l’Italia sia diventata un esempio a livello internazionale nella lotta alla corruzione. “Due esempi di buon funzionamento, di best practices: Anac per salvare Expo e combattere corruzione; fatturazione elettronica e dichiarazione telematica contro evasione fiscale. In questo senso va l’utilizzo delle banche dati contro l’evasione. Non il semplice controllo sul territorio, ma la digitalizzazione spinta è la chiave per una lotta efficace alla evasione”. Renzi ha poi ringraziato per il diffuso apprezzamento internazionale della esperienza di Expo. “Ma se Expo è stato possibile – ha sottolineato – ciò lo si è dovuto anche e proprio grazie alla lotta contro la corruzione. Importante su questo tema il protocollo tra Ocse e Anac sulla lotta alla corruzione”.

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