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Renzi a Lima: le riforme danno stabilità, un dovere darsi regole certe
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“Il mio governo è il 63esimo in 70 anni di storia repubblicana. Ora abbiamo fatto una riforma della legge elettorale e stiamo concludendo una riforma della Costituzione proprio per dare più certezze e stabilità”.

 

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo al Business forum organizzato a Lima durante la visita ufficiale in Perù, parlando dell’Italicum che proprio in questi giorni deve fronteggiare una serie di ricorsi.

 

“Il mondo sta cambiando a velocità impressionante e tutti i paesi devono fare sforzi per cambiare: tutti i paesi – ha insistito Renzi – hanno il dovere di darsi regole più efficaci perché gli imprenditori in particolare sanno che la certezza delle regole del gioco è una precondizione per lo sviluppo”.

 

Parlando del fisco Renzi ha ribadito: “Per anni si sono fatti convegni per combattere l’evasione ma non si è fatto un buon lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo, invece, c’è stata una svolta: non l’ha data il nostro governo, ma l’innovazione tecnologica, come il 730 precompilato. Grazie a questa novità – aggiunge il presidente del Consiglio – nell’ultima settimana abbiamo trovato 220mila nostri connazionali che si erano dimenticati di pagare le tasse. Ora basta un click per ricordarglielo. Nell’ultimo anno e mezzo la svolta non l’ha data il governo, ma l’innovazione tecnologica, che può cambiare il fisco.

 

L’esempio portato da Renzi è la dichiarazione precompilata: “Soltanto nell’ultima settimana abbiamo trovato 220mila nostri connazionali che si erano dimenticati di pagare le tasse. Ci è bastato un click per dire ‘scusate, potete pagarle?’: un click, non la faccia feroce”.

 

Dunque, è la sintesi di Renzi, “un Paese semplice raggiunge risultati migliori”.

 

*****

 

In mattinata il premier si era recato presso la comunità italiana di Lima all’istituto di cultura italiano della capitale peruviana.

 

“Sono il primo presidente del Consiglio a venire qui – aveva sottolineato – ma non sono il primo uomo delle istituzioni italiane. Venne qui anche il presidente della Repubblica, Gronchi. E fu proprio in quella occasione che venne emesso il celebre ‘Gronchi rosa’ con i confini del Perù sbagliati. Stavolta prometto che non faremo francobolli celebrativi, così non facciamo gaffe”.

 

Parlando di immigrazione il premier aveva ribadito: “Siamo stati impegnati in una grande battaglia di civiltà sull’immigrazione. Quando sentivamo dire in Ue che c’erano persone che volevano tirare su i muri noi abbiamo detto che preferiamo perdere un voto piuttosto che la dignità e lasciar affogare delle persone. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che noi italiani abbiamo dato la linea all’Ue. In Ue, ha aggiunto, “ci hanno messo un po’ di mesi ma alla fine ci sono arrivati anche loro”.

 

Renzi aveva concluso l’intervento con una esortazione all’Italia: “Possiamo dirlo tutti insieme ad alta voce, l’Italia è tornata. Dopo anni di polemiche, discussioni e anche grossi litigi sul nostro ruolo, l’Italia è tornata e vuole tornare da protagonista. Stiamo facendo le riforme che servono, che, dopo tre anni di recessione, rimettono il Paese a crescere, che fanno tornare l’occupazione e anche un poco di sano amor proprio e amor patrio. Ma l’Italia sarà tornata definitivamente quando tornerà a giocare il suo ruolo nel mondo.

 

L’Italia deve tornare ad essere se stessa – aveva aggiunto – noi italiani a volte ci buttiamo un poco giù, le cose che vanno male possono essere migliorate, l’Italia non si accontenta di vivere di ricordi, fa bene a coccolare i suoi ricordi ma ha anche bisogno di nuovi sogni e progetti”.

 

Il premier aveva spiegato, inoltre, che “da quest’anno i fondi per la cooperazione internazionale torneranno a crescere”, 120 milioni quest’anno, ha precisato il premier, 240 il prossimo e 360 quello dopo ancora”.Ed aveva lanciato un messaggio: “Serve che tutti mostriamo coraggio ed energia e superiamo la voglia di piangerci addosso”.

 

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