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Referendum, Fiano: per i signori del no gli italiani all’estero sono di serie B
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“Come al solito l’ossessione di attaccare il Partito Democratico e il suo segretario giocano un brutto scherzo ai vari Brunetta, Quagliariello, Fico e compagnia cantante, i quali dimostrano un’imbarazzante ignoranza delle leggi.

 

Bastava infatti conoscere le regole sul trattamento dei dati presso i partiti politici, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2014, per rendersi conto che la lettera inviata dal Partito Democratico agli italiani residenti all’estero è un’iniziativa del tutto legittima.

 

Ma si sa, l’odio acceca. Lorsignori hanno perso l’ennesima occasione di stare zitti e non rendersi ridicoli.

 

Evidentemente per costoro gli italiani all’estero sono cittadini di serie B, buoni a procacciare voti per il Parlamento, ma non degni di essere informati sul referendum costituzionale”, così Emanuele Fiano della segreteria del Partito Democratico.

 

“Quando non si hanno argomenti si tenta di creare confusione e si finisce a fare una figuraccia. Accade a tutti quelli che si stanno sperticando a commentare la lettera del PD agli italiani all’estero. Una cosa normalissima in campagna elettorale e condotta secondo le regole che costoro dovrebbero conoscere. Regole pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 2014. Invece l’ignoranza e la cattiva fede la fanno da padrone.

 

Evidentemente anziché cercare di persuadere delle loro ragioni, alle quali evidentemente non credono nemmeno loro, buttano fumo negli occhi per non affrontare nel merito la riforma costituzionale.

 

Ma riescono nel solo obiettivo di dimostrare che hanno paura di confrontarsi sui contenuti. Essere ignoranti non è un merito ne una giustificazione”. Così Ernesto Carbone, componente della segreteria del PD.

 

“Oltre a non conoscere le regole chiaramente riportate nella normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale, chi in queste ore sta montando questa inutile polemica sulla lettera inviata da Matteo Renzi agli italiani residenti all’estero, deve ricordare che la medesima iniziativa venne assunta in passato sia da Silvio Berlusconi che da Luigi Bersani”. Lo afferma in una nota il deputato PD, David Ermini.

 

“Il 4 dicembre siamo chiamati ad esprimerci su una materia importante come la Costituzione del nostro Paese ed è francamente imbarazzante che esponenti del No e parlamentari come Brunetta, Quagliariello, Schifani e del nostro partito come Gotor, non trovino di meglio che montare polemiche fuori luogo per la lettera inviata da Renzi agli italiani all’estero per il Si al Referendum.

 

Non esiste nessuna scorrettezza, il Presidente del Consiglio ha agito nel pieno della legalità e di ciò che gli consentono le leggi e le regole che questi parlamentari dovrebbero ben conoscere. Responsabilità vuole che, a poche settimane dal voto, si parli del merito e dei contenuti di questa Riforma lasciando da parte polemiche spicciole e pretestuose di bassa propaganda elettorale”. Lo afferma il senatore del Partito democratico Francesco Scalia.

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