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Pirelli, Martella e Misiani: “Interrogazione, governo eserciti Golden Power”
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Il governo eserciti il Golden power previsto dalla legge 56/2012, riconoscendo il Gruppo Pirelli Spa di rilevanza strategica per l’interesse nazionale. E’ quanto chiedono i senatori Andrea Martella, segretario del PD Veneto e Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale dem, alla Premier Giorgia Meloni e al ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con un’interrogazione sottoscritta da molti senatori del PD.
 
Nel giorno in cui l’agenzia di stampa Nova ha reso pubblica la bozza del documento per l’esercizio del Golden power secondo il quale China National Tire & Rubber Corporation-Cnrc dovrebbe “astenersi dall’attuare, direttamente o attraverso le società da essa controllate, o con le quali ha stipulato altri patti parasociali, ogni forma di direzione e coordinamento della società Pirelli”, bozza smentita da Palazzo Chigi, i senatori dem chiedono di fare luce sui destini di una delle aziende più importanti del Made in Italy. Nell’interrogazione, i senatori del Pd chiedono se il governo “abbia intenzione di esercitare tempestivamente i poteri speciali previsti dal decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, al fine di garantire il mantenimento in Italia del controllo azionario e manageriale del Gruppo Pirelli Spa che rappresenta, per storia, dimensioni, tecnologie all’avanguardia, capacità di innovazione e qualità dei prodotti, una delle più importanti aziende del nostro Paese”.
 
La Pirelli – si legge nel documento – è un’azienda italiana con un brand riconosciuto in tutto il mondo. La gestione italiana dell’azienda, pur con la presenza del socio cinese dal 2015 e a seguito della quotazione in borsa del Gruppo nel 2017, è stata finora garantita a Camfin dall’accordo originario tra le parti. Lo scorso 19 maggio 2023, tuttavia, è entrato in vigore il rinnovo del Patto parasociale, da cui emergono forti criticità: di fatto è stato azzerato il diritto per Camfin di indicare i nuovi amministratori delegati, tradendo in modo plateale lo spirito della partnership oltre ad alimentare le perplessità del mercato nella prospettiva che il prossimo capo azienda sia indicato dal socio cinese. Tale situazione si è venuta a creare a seguito del cambio di atteggiamento da parte dell’azionista Marco Polo International Italy S.r.l, società veicolo del gruppo statale cinese Sinochem Corporation che controlla il 37,01 per cento del gruppo Pirelli. Per questo chiediamo al governo di capire le sue intenzioni in materia di esercizio del Golden Power”.

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