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‘Pesco’ sembrava impossibile, oggi è realtàNasce la difesa comune europea
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“È un giorno storico. La ‘Pesco‘ sembrava impossibile solo un anno e mezzo fa e anche sei mesi fa, ora è una realtà”. Lo ha sottolineato l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri dove è stato fatto il primo passo formale per la Pesco, la cooperazione strutturata nel campo della difesa. Sono ventitrè i paesi dell’Ue che hanno firmato l’impegno a partecipare alla Pesco, la cosiddetta ‘Cooperazione permanente per la sicurezza‘ prevista dal Trattato di Lisbona.
 
Si tratta, prosegue Mogherini, “non di un club ristretto, ma aperto e inclusivo. Potremo avere altri Stati che si uniscono nelle prossime settimane, mantenendo lo stesso livello di ambizione”.
 
“Un anno fa – ricorda l’Alto Rappresentante – eravamo al vertice di Bratislava, discutendo di usare tutti gli strumenti presenti nel trattato e a quel tempo lo scetticismo era il sentimento più presente nella stanza. E oggi siamo qui”, continua. La ‘Pesco’ “è un esempio di come l’Ue può servire meglio le priorità degli Stati membri”. La difesa europea “era un tabù. Con l’ottimismo della volontà siamo riusciti a infrangere i tabù”.
 

La ‘Pesco’ è un esempio di come l’Ue può servire meglio le priorità degli Stati membri

 
“Alcuni Stati membri – prosegue – hanno guidato il lavoro preparatorio insieme a noi, in un modo molto determinato e vorrei ringraziare Francia, Germania, Italia e Spagna per il ruolo che hanno svolto, anche e soprattutto per aver ascoltato attentamente il bisogno di aprire queste proposte anche agli altri Stati membri”, ha concluso la Mogherini.
 
“Dopo sessant’anni di attesa, in pochi mesi abbiamo fatto più lavoro e più strada che nei decenni precedenti. È un momento importante perché c’è stata una spinta forte, dovuta a una volontà politica nuova che gli Stati hanno manifestato”. Così il ministro della Difesa Roberta Pinotti, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles.
 

C’è stata sicuramente una spinta forte, dovuta anche a una volontà politica nuova che gli Stati hanno manifestato rispetto a questo percorso

“C’è stato anche un lavoro che abbiamo fatto con Germania, Francia e Spagna – conclude la Pinotti – per mettere un pò di benzina e accelerare il percorso. Ma sono molto contenta perché questo percorso, iniziato con una lettera a quattro, ha avuto un’adesione altissima e oggi registreremo la quasi totalità. La stragrande maggioranza degli Stati firmerà: è un passaggio molto importante”.

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