“Le primarie non bastano”. E’ questa, in sintesi, la posizione espressa dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, in una intervista al Mattino di Napoli, centrata fra le altre cose sul tema delle prossime elezioni amministrative.
“Il rinnovamento della classe dirigente – ha spiegato l’esponente democratico – è una questione fondamentale, che si può realizzare se si punta su una dimensione collettiva e a un progetto globale. Il punto non è solo avere nomi che sanno parlare all`opinione pubblica, non è solo un problema di leadership ma di meccanismi che sappiano favorire solidarietà e coesione attorno aun progetto di cambiamento.
In questo le primarie, l`ho già detto ma devo ribadirlo, non sempre aiutano”.
A giudizio del guardasigilli “è un fatto che spesso la competizione invece di unire ha contribuito ad allargare lacerazioni”.
Quanto all’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania, che punta nuovamente alla poltrona di primo cittadino partenopeo, Antonio “Bassolino è l`emblema di una stagione, quella dei governi dell`Ulivo, in cui il centrosinistra nel Sud ha centrato obiettivi significativi, realizzando importanti trasformazioni urbane. Ma poi ad alcuni processi di miglioramento non ha corrisposto una parallela crescita di classe dirigente.
Oggi non dobbiamo ripetere l`errore di allora, quando intorno a personalità forti furono costruite squadre anche di qualità che in assenza di un progetto collettivo non sono diventate appunto classe dirigente. Il limite più grosso di quella generazione, oggi scambiato come un punto diforza, è non aver fatto crescere classe dirigente diffusa. E’ lì che a mio avviso si è consumato il loro errore più grave, pur in presenza di esperienze di governo importanti: non sapere immaginare un futuro oltre se stessi”.