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Ocse: Jobs act Italia dà i suoi frutti, la disoccupazione continua a scendere
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“Dall’Ocse arrivano notizie molto positive che confermano ancora una volta, dopo i recenti dati dell’Istat e di Bankitalia, che l’Italia è in forte ripresa. Affermare, come accade oggi con l’Ocse, che il Pil italiano crescerà dell’0.8% nel 2016 e del’1,4% tanto nel 2016 e nel 2017, che la disoccupazione scenderà all’11% nel 2017, e che i consumi aumentano, significa ribadire che le riforme come il Jobs Act e la legge di Stabilità sono la giusta risposta per risolvere i problemi del nostro Paese. Anche il netto miglioramento del deficit italiano dimostra che l’Italia grazie alle riforme si sta avviando verso una crescita economica notevole che la sta portando fuori dalla crisi”. Questo il commento del responsabile economico del Pd, Filippo Taddei ai dati diffusi oggi dall’Ocse sull’andamento dell’economia italiana.

Il Jobs act e gli sgravi per le assunzioni “stanno trainando la svolta del mercato del lavoro” in Italia, “hanno portato a un rilevante aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato e ampliato le reti di sicurezza sociale, rendendo la crescita più inclusiva”. Così l’Ocse per cui il tasso di disoccupazione calerà dal 12,3% di quest’anno all’11,7% nel 2016 e 11% nel 2017.

“L’estensione delle esenzioni sui contributi sociali per i nuovi contratti, prevista dal progetto di legge di bilancio 2016 oggi in discussione, aiuterebbe a sostenere la ripresa del mercato del lavoro – dice ancora l’organizzazione – La creazione di un’efficace Agenzia nazionale del lavoro per definire e coordinare le politiche attive delle regioni, come prevede il Jobs Act, sara’ cruciale per portare più persone in buoni posti di lavoro e per ridurre la disoccupazione strutturale”.

Tuttavia, conclude l’Ocse, “servono ulteriori interventi per chiudere il gender gap, incoraggiando la partecipazione femminile alla forza lavoro attraverso il rafforzamento delle cure di buona qualità per i bambini e anziani, e per ridurre la disoccupazione giovanile, che resta elevata”.

Per l’OCSE in Italia “la ripresa sta gradualmente prendendo velocità”, e il Pil crescerà dell’1,4% nel 2016 e 2017. “Il mercato del lavoro sta migliorando, e aiuta a spingere i consumi verso l’alto”, spiega l’organizzazione, che sottolinea anche “il miglioramento della fiducia di famiglie e imprese e il trend positivo della produzione industriale”. Il Pil quindi “crescerà nei prossimi due anni con l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie”, e “il rimbalzo degli investimenti potrebbe essere più elevato del previsto, soprattutto se sara’ costituita una società di asset management per acquisire i prestiti in sofferenza e il mercato immobiliare residenziale si riprenderà più in fretta”.

Restano però rischi, avverte l’Ocse, legati a “un ulteriore tumulto finanziario nell’eurozona”, che “potrebbe costringere il governo ad accelerare il riassetto di bilancio”, e alla “debolezza prolungata di partner commerciali tra i Paesi emergenti, in particolare la Russia”, che “danneggerebbe l’export”.

Il deficit pubblico in Italia “continuerà a diminuire, con la ripresa economica che aumenta gli introiti fiscali e l’onere per interessi sul debito pubblico che cala”, e passerà dal 2,6% del Pil nel 2015 a 2,2% nel 2016 e 1,6% nel 2017. Lo prevede l’Ocse nel suo Economic outlook. Anche il debito pubblico, dopo il picco del 2015 a 134,3% del Pil, scenderà al 133,5% nel 2016 e 131,8% nel 2017.

“Nel 2016 – ricorda l’organizzazione – il governo prevede di usare pienamente la flessibilità nelle regole Ue sul deficit per incrementare l’investimento pubblico e ridurre le tasse. Spostare l’onere fiscale dal lavoro al consumo e all’immobiliare, e aumentare le tasse ambientali, creerebbe il contesto per una crescita più forte e amica dell’ambiente”.

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