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Il nostro destino è cambiare l’Italia e farlo adesso
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Questa Piazza è del Popolo e non del populismo, di uomini e donne che credono alla politica e vogliono bene all’Italia”. Così il segretario PD Matteo Renzi, dal palco di Piazza del Popolo chiude la grande manifestazione del Partito Democratico: “Sì a un’Italia più forte sì a un’Europa più giusta“, sulle note di ‘O sole mio’.

 

“Noi avevamo bisogno di questa giornata, di voi, vi siamo grati di questo straordinario abbraccio. Quanto è più bello abbracciarsi in piazza invece di fare le riunioni in streaming. Il destino del PD non è litigare al nostro interno ma cambiare l’Italia e farlo adesso”.

 

“Che bella cosa una giornata di sole come questa e che bella cosa questa piazza. E’ stato emozionante seguirvi oggi in tutto il cammino che vi ha portato fin qui da tutta Italia“, dice rivolgendosi ai manifestanti. “Persone”, sottolinea, “che vogliono bene all’Italia e credono nella politica”.

 

“Noi siamo quelli che non dicono Vaffa. Chi pensa che si possa solo insultare deve avere avuto una vita particolarmente difficile, a loro va il nostro abbraccio. Noi saremo da un’altra parte, a raccontare le nostre proposte e i nostri sogni per il futuro del Paese”.

 
Foto di Stefano MinnucciFoto di Stefano Minnucci

 

“Abbiamo bisogno di voi, vi siamo grati per lo straordinario abbraccio che ci state dando. Gli italiani vogliono da noi concretezza e capacità di risolvere i problemi. Va di moda il grido ‘onestà, onestà’, è il nostro grido ma bisogna risolvere i problemi del Paese. L’onestà è la condizione base ma la politica deve essere capace di agire”.

 

Il primo pensiero di Renzi è per le popolazioni colpite dal sisma: “Arrivi il nostro abbraccio a tutti gli amministratori colpiti dal terremoto. A tutti, non solo quelli di sinistra, ma a tutti: destra, sinistra, centro. Noi siamo con loro. non permetteremo che questo terremoto sia una vergognosa occasione di scandalo come fu l’Irpinia o l’Aquila. Vogliamo – insiste – che ci sia una forte presenza solidale di tutto il popolo italiano e di tutte le forze politiche italiane. E poi fare finalmente prevenzione perchè stiamo finendo le lacrime a furia di questi disastri e Casa Italia va in questa direzione”.

 

Parlando di UE Renzi sottolinea: “Non accettiamo l’idea di egoismo chiamata Europa. L’Europa sembra aver perso l’anima, ha perso gli ideali di Ventotene. Vi chiedo di fare una battaglia che non è demagogica e populista contro l’Europa ma per restituirle l’anima”, aggiungendo che “siccome nel 2017 casualmente a Roma si riuniranno i capi di governo e in Ue arriva a scadenza il tema del fiscal compact, noi non accetteremo di inserirlo nei trattati Ue”.

 

Rivolgendosi al primo ministro ungherese: “Voglio dire a Orban che l’Italia non è solo tra i Paesi contributori ma si è messa in gioco per garantire la libertà a chi l’aveva perduta. Si sciacquino la bocca prima di parlare dell’Italia e mi stupisce non sentire gli altri partiti in difesa dell’Italia.

C’e’ ancora una cosa da fare: liberare il Paese dal peso eccessivo della burocrazia, della tecnocrazia, di quei vincoli europei che non servono a niente. E per questo serve il Pd perchè se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno. Gli altri hanno già dimostrato quello che erano capaci o incapaci di fare”.

 

Il segretario del PD, prima di concludere il suo intervento a Piazza del Popolo lancia una proposta: “Mancano 36 giorni e nelle prossime 5 settimane vi chiedo di liberarvi per una sera, per una cena, per un caffè e incontravi con chi è incerto, chi è per il No, non solo per convincerli a votare Sì al referendum, ma perchè io penso che ci sia bisogno di tornare a incrociare i nostri sguardi e tornare ad essere delle persone e non solo degli utenti. Vi faccio una proposta ardita e anche strana per un partito: siamo innanzitutto una comunità, e allora organizzate 5 serate, chiamate i colleghi e i condomini e gli proponete il quesito del referendum, che non è difficile. Vi propongo una esperienza straordinaria: certo, vogliamo vincere il referendum, ma prima ancora in questo tempo di odio verbale e intolleranza e insulti a chi prende posizione per il Sì, vi propongo di mettervi con l’elenco, scegliete 20 persone a settimana e facciamo vedere il Pd che prova a portare le sue idee ma soprattutto costruisce una comunità in Italia, vi propongo di fare politica non chiusi nei circoli”.

 

Renzi chiude la manifestazione esortando la piazza: “L’Italia di domani può essere la cosa più bella del nostro Paese. La mia storia dopo due anni e mezzo che sono a palazzo Chigi è ancora più convinta: possiamo essere il Paese più attraente del mondo. Non basta fare un elenco di problemi irresolubili. Dobbiamo andarci a prendere il futuro. Viva l’Italia che dice sì e non si rassegna alla paura“.

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