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Morando: “La Germania investa e consumi per evitare un nuovo collasso”
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«Èvero. Dopo il 4 dicembre l’incertezza politica in Italia si è aggravata. Ma Schàuble sbaglia quando sottovaluta il grave squilibrio in Europa tra paesi in surplus e disavanzo. Nessuno desidera una Germania più debole. Ma se vogliamo evitare nuovi collassi, consumi e investimenti tedeschi devono crescere». Enrico Morando, viceministro pd dell’Economia, condivide le proposte di rilancio della Ue. Meno la visione economica del ministro delle fmanze tedesco.

 

Quadro politico, banche da risanare, riforme in stallo. Anche la commissione Ue bacchetta l’Italia.

«Siamo vicini alle elezioni. E l’incertezza ci fa pagare un prezzo, seppur piccolo. Basta guardare lo spread: non c’è niente che precipita, il contesto è stabile. Ma il Paese si indebolisce. L’unico modo per uscirne è evitare che vincano forze, come M5S e Lega, che propongono il referendum sull’euro. E agganciare il nuovo europeismo, riscoperto da Macron, il presidente che si presenta con due bandiere e due inni».

 

Anticipare le elezioni, fissandole in autunno, può aiutare?

«È preferibile la scadenza naturale, se il governo riesce a implementare le riforme fatte e farne di nuove. Penso a concorrenza e lotta alla povertà. D’altro canto la politica ultra espansiva della Bce prosegue. Non si corrono rischi particolari».

 

Eppure per la Ue siamo ultimi.

«Ho qualche speranza che il Pil di quest’anno sia più alto dello 0,9% indicato dalla Commissione. Ma è chiaro che dobbiamo accelerare. Per azzerare il gap con la Germania, dovremmo mettere in campo una riduzione delle tasse per imprese e lavoratori almeno pari a quella già fatta su Irpef, Irap, Ires: 18-20 miliardi di euro».

 

L’Europa del futuro, secondo Schauble, passa dalla cessione di sovranità. Condivide?

«Tutte le volte che c’è stata la possibilità di fare un salto in questo senso, la Francia si è sempre messa di traverso. La Germania e l’Italia no, su questo ha ragione».

 

E sui titoli di Stato nelle banche italiane da valutare titoli a rischio?

«Lui dice: le regole ci sono e si rispettano. Lo abbiamo fatto, pagando anche un prezzo elettorale alto. Ma se si applicasse la sua proposta non usciremmo più dalla crisi. Piuttosto sottovalutare, come lui fa, lo squilibrio nei disavanzi di bilancia commerciale tra i paesi dell’area euro è non solo propagandistico, ma anche gravissimo visto che parliamo della vera causa della crisi. La do-manda aggregata tedesca deve salire».

 

Anche sul sussidio unico per i senza lavoro sorvola.

«Faccio notare che da tempo c’è la proposta Padoan, non per la disoccupazione fisiologica, ma quella dovuta a shock ashnmetrici. In questo caso è sensato un’istituto europeo di intervento. Come altrettanto sensati sono i project bond, titoli emessi dal fondo Salva-Stati, per finanziare le infrastrutture materiali e immateriali dell’Ue. E spingere così la domanda. Perché privarci dello strumento principe di politica economica, l’unico che fa la differenza?».

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