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Misiani: Un patto sociale per la ricostruzione, l’emergenza e il rilancio del Paese
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“Il Next generation Eu non è solo un programma di investimenti, ma anche di riforme. Il Def le indica per titoli: pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza, ammortizzatori sociali e fisco. Per questo l’Italia ha bisogno di un Patto per la ricostruzione, di un patto sociale della portata di quello che nel 1993 fu promosso da Carlo Azeglio Ciampi e che portò il Paese fuori dalla drammatica crisi del 1992″.

Così il senatore del PD, Antonio Misiani, nel suo intervento in aula durante il dibattito sul Def e sullo scostamento di bilancio.

Abbiamo il dovere di comprendere i sentimenti del nostro popolo

L’Italia ha il dovere di stare vicino a chi sta soffrendo la crisi: i lavoratori precari lasciati a casa, i cassintegrati, gli studenti che per molti mesi hanno fatto didattica a distanza, le donne e i giovani, le prime vittime della crisi. Oltre ai commercianti, gli artigiani, gli imprenditori che sono costretti a limitare o sospendere le proprie attività senza poter contare su una rete di protezione sociale adeguata. Abbiamo il dovere di comprendere i sentimenti di questo popolo: il disagio, l’umiliazione, la rabbia e la paura di non farcela”.

Riaperture

“Riaprire è necessario. Ma dobbiamo farlo in sicurezza e in modo irreversibile, sottolinea Misiani. Il governo ha deciso un calendario di riaperture ragionevole. Si è assunto un rischio calcolato. Dobbiamo sostenere questa scelta, evitando il gioco del più uno. Il PD è stato tra i primi a chiedere un nuovo scostamento di bilancio e che le risorse di questo scostamento fossero destinate alle piccole e medie imprese“.

Coniugare gli interventi di emergenza con quelli di rilancio

“Ora serve coniugare gli interventi di emergenza con quelli di rilancio dello sviluppo. Il Def si pone esattamente questo obiettivo.

Da una parte lo scostamento da 40 miliardi e il nuovo ‘decreto Imprese’, dall’altra la scommessa di uno shock di investimenti pubblici e di importanti riforme strutturali da discutere e approvare in pochi mesi”.

Necessario un coordinamento per l’attuazione del Piano

“Spendere tutti i 237 miliardi del Pnrr entro il 2026 comporta un cambio di passo radicale, per la pubblica amministrazione italiana.

Per questo, contestualmente alla presentazione del Pnrr, è necessario intervenire sulla normativa e la governance per l’attuazione del Piano.

Abbiamo bisogno di una catena di comando chiara e di uno stretto coordinamento tra gli attori del Piano“.

Commissione bilaterale per l’attuazione del Piano

“Dobbiamo valorizzare il ruolo del Parlamento, istituendo una Commissione bicamerale che controlli l’attuazione del Piano – ha aggiunto – e della società civile, creando luoghi e modalità con cui le parti sociali, le associazioni e i singoli cittadini possano accedere alle informazioni, interloquire con le amministrazioni e controllare l’iter dei singoli progetti”.

 

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