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Meno tasse più crescitaC’è il sì del Parlamento alla nota di aggiornamento del Def
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Via libera dell’Aula del Parlamento alla risoluzione di maggioranza sulla nota di aggiornamento del Def. L’Aula della Camera ha approvato l’autorizzazione al governo a rinviare il pareggio di bilancio al 2018 e la risoluzione di maggioranza sulla nota di aggiornamento al Def 2015 (342 sì e 156 no nella prima votazione a maggioranza assoluta e 339 sì, 159 no e 6 astenuti nella seconda votazione a maggioranza semplice). Via libera anche dal Senato con 171 voti favorevoli, 108 contrari e 1 astenuto.

Più nel dettaglio, la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def impegna il governo a:

PENSIONI – “promuovere interventi in materia previdenziale volti a introdurre elementi di flessibilità per quanto attiene all’età di accesso al pensionamento, anche attraverso l’introduzione di meccanismi di incentivazione e disincentivazione, che assicurino il riconoscimento di trattamenti pensionistici adeguati e non eccessivamente penalizzanti, in particolare nei casi di disoccupazione involontaria”. Sempre in tema previdenziale, il governo dovrà “prevedere un intervento di salvaguardia dei lavoratori esodati, utilizzando le risorse già stanziate e non utilizzate, nonché il riconoscimento dell’opzione per il sistema contributivo a tutte le lavoratrici che maturino i requisiti anagrafici e contributivi previsti entro il 31 dicembre 2015”.

POVERTÀ – “realizzare una misura universale di contrasto alla povertà assoluta e all’esclusione sociale da attuare in maniera progressiva”.

CLAUSOLE E TASSE – “neutralizzare l’entrata in vigore nell’anno 2016 degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia” e “continuare nell’opera di sostegno alle famiglie e alle imprese attraverso l’eliminazione dell’imposizione fiscale sulla prima casa e il rafforzamento degli strumenti in favore della locazione, la cancellazione dell’Imu sui terreni agricoli e sui macchinari cosiddetti ‘imbullonati’ e la progressiva riduzione dell’imposizione sugli utili d’impresa”. Il Governo viene anche impegnato a “promuovere misure in favore dei lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto;

ECOBONUS – “prorogare ulteriormente le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico, destinando le risorse necessarie compatibilmente con le disponibilità finanziarie”;

CRESCITA E LAVORO – “prolungare oltre il 2015 le misure di sgravio contributivo per nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, eventualmente rimodulando l’entità del beneficio” e “prevedere un quadro completo di misure atte a stimolare la crescita economica, i consumi, la domanda interna e la produttività, in particolare favorendo la contrattazione, anche decentrata, e incentivando gli investimenti privati, attraverso la previsione a favore delle imprese italiane di agevolazioni e crediti d’imposta per la ricerca, l’innovazione tecnologica e i beni strumentali”;

SUD – “prevedere specifici interventi in termini di sviluppo e la coesione del territorio, attraverso l’elaborazione di un piano strategico di programmazione territoriale specificamente rivolto al rilancio del Mezzogiorno, in considerazione del persistente divario con il resto del paese; COMUNI – assicurare ai comuni “l’utilizzo degli spazi finanziari esistenti, e la piena compensazione del mancato gettito derivante dalla riduzione della tassazione immobiliare”.

Infine la risoluzione impegna il Governo a “considerare provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica i disegni di legge ‘Deleghe al Governo per l’introduzione di misure strutturali di contrasto alla povertà’ e ‘Disegno di legge in materia di tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale’.

*****

“Con la nota di aggiornamento al Def la politica economica del nostro Paese si presta ad affrontare, con nuovi obiettivi di crescita e riduzione delle tasse, la prossima legge di stabilità, si tratta di un passaggio importante per mettere a punto una manovra che sia il più possibile in continuità con quanto fatto, in questa legislatura, per uscire dalla crisi, puntando a rilanciare gli investimenti senza rinunciare agli impegni presi con l’Europa in materia sia di margini di flessibilità che di attenzione al rapporto tra Pil e debito pubblico”.Lo dichiara la Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.
“Ora che l’Italia presenta dati positivi – aggiunge Valeria Fedeli – come l’aumento del PIL e una crescita degli investimenti, dei consumi e delle esportazioni, è un bene che la nota illustri una legge di stabilità orientata a misure con effetti espansivi, alla riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese, alla revisione della spesa e degli sgravi fiscali”.
“Perché la crescita diventi strutturale – conclude Valeria Fedeli – sarà bene portare avanti politiche che migliorino l’allocazione delle risorse, che premino l’innovazione e diano qualità alle risorse umane all’interno del nostro mercato del lavoro, anche per questo l’attuazione delle riforme è parte integrante del consolidamento dei segnali di ripresa”.

“Vogliamo, dobbiamo e possiamo essere ottimisti. I dati più recenti, anche quelli di autorevoli osservatori internazionali, ci confermano i segnali di ripresa. La strada è lunga, non lo neghiamo né a noi stessi né agli italiani, ma la Nota di aggiornamento conferma che la scelta della stabilizzazione della finanza pubblica in funzione della crescita è stata e continua ad essere strategica per portarci fuori dalla più drammatica crisi economica che il Paese abbia mai attraversato dall’Unità ad oggi.” Lo dichiara il senatore del Partito democratico, Francesco Scalia, commentando i lavori del Senato sull’analisi della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza presentata dal Governo. “Dopo la decrescita infelice di questi ultimi anni, in cui si sono persi 9 punti di Pil e 10 di reddito medio pro capite, l’Italia presenta un andamento positivo del Pil reale che sale dallo 0,7 previsto in aprile allo 0,9 di oggi. In buona sostanza, stiamo mettendo alle nostre spalle la politica dell’austerità per spalancare le porte di quella per la crescita. Ora, grande parte spetterà alla prossima legge di stabilità che tra politica fiscale espansiva, con la riduzione del carico fiscale per famiglie e aziende, riduzione della spesa inutile, promozione dell’innovazione a tutti i livelli per rimuovere sacche di privilegio e di conservazione, una scommessa concreta nella promozione delle politiche ambientali e di contenimento dei cambiamenti climatici, e, soprattutto, con la lotta alla povertà assoluta, che in Italia riguarda 4 milioni di persone, dovrà valorizzare i risultati odierni e rafforzare l’impianto riformatore del Governo e del Partito democratico.”

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