Gig economy. La chiamano così l’economia dei lavoretti. “Dietro ci sono tante storie diverse. Ci sono studenti che arrotondano con la bici per pagarsi gli studi fuori sede, ci sono disoccupati che ne fanno il loro impiego, ci sono giovani mamme che magari aspettano un’occasione migliore”. Lo scrive Maurizio Martina sulla sua pagina Facebook.
“Vogliamo ascoltare le loro esperienze, i loro percorsi. Per costruire insieme nuovi diritti, per chiamare quello che fanno lavoro. Perché quel lavoro abbia tutele, perché le loro vite non siano governate da algoritmi.
Perché il basso prezzo del servizio che alletta i consumatori ha un costo, che spesso si chiama lavoro sottopagato o con poche garanzie. Solo a Milano sono più di tremila le persone coinvolte”, prosegue il reggente del Pd.
“Domani saremo con i Giovani democratici per presentare una prima indagine sui lavoratori della Gig Economy.
Ci saremo prima di tutto per ascoltare. E per agire immaginando come costruire concretamente qualche strumento efficace di tutela e promozione. Lo facciamo nelle ore del nuovo governo. Quello del contratto propaganda di Lega e Cinque Stelle che dimentica diritti e tutele nel lavoro. Quello che propone riforme fiscali per pochi a danno dei tanti. Altro che cambiamento. Loro firmano contratti propaganda tra loro, noi andiamo da chi un contratto spesso non c’è l’ha. Ripartiamo dall’Italia. Domani l’appuntamento è alle 17 al circolo Arci Bellezza di Milano”, conclude Martina.