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Marcucci: “Dire no anche a Mattarella sarebbe l’ultimo affronto”
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Solo il Pd è favorevole al tentativo di Mattarella. Lega e M55 dicono di no.

 
«Il Pd è un partito responsabile che ha a cuore il bene del Paese. Di Maio e Salvini, che erano d’accordo su tutto, si sono divisi solo per una questione di poltrone. Sono colpevoli di aver creato una situazione assurda senza precedenti. L’intervento del Capo dello Stato è doveroso, all’Italia serve un governo, dire no anche a Mattarella sarebbe l’ultimo affronto. Se sono incapaci, permettano ad altri di avere la fiducia delle Camere».
 

Il Pd teme il voto il 22 luglio?

 
«Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che chi sostiene di aver vinto le elezioni non è in grado di trovare uno straccio di accordo. Il Pd non teme le urne: la responsabilità sarà chiara agli occhi di tutti. A questo punto prima si vota, meglio è».
 

Il Pd farà l’assemblea nazionale il 19 maggio. Nuovo segretario o congresso?

 
«Se la situazione precipiterà, non ci sarà tempo per fare il congresso. Il Pd è l’unico partito che ha organi democratici e li consulta. L’Assemblea nazionale, con i suoi mille delegati, è l’organo titolato per prendere tale decisione».
 

Meglio confermare Martina o eleggere un nome nuovo?

 
«Tutti i nomi in circolazione vanno bene se sono preceduti da una condizione necessaria: un clima unitario. Abbiamo pagato troppo divisioni. Va più che bene discutere, ma quando le decisioni vengono assunte dagli organi del partito, vanno difese. Sul rapporto con M5S purtroppo così non è stato».
 

Gentiloni candidato premier e anche segretario?

 
«Gentiloni è una delle nostre migliori risorse e sarebbe un ottimo candidato per una coalizione che si proponga di continuare a ben governare, ma non mi risulta si sia candidato alla guida del Pd».
 

L’alleanza di centrosinistra comprenderà anche Leu?

 
«Leu è reduce da una batosta incredibile. Dividere il centrosinistra non ha portato fortuna né al Pd né a loro. Alle elezioni dovremo presentarci con una alleanza la più chiara e larga possibile, ma sottolineo la parola chiara. Non ho nostalgia per l’Unione o le gioiose macchine da guerra, tanto meno per le continue divisioni provocate dall’allora minoranza Pd. Servirà un programma comune snello, efficace e condiviso».
 

Che ruolo avrà Renzi?

 
«Renzi ha e continua ad avere un imprescindibile ruolo. E un autorevole senatore, è stato uno dei migliori premier della Repubblica e ha ancora tantissime cose da dire. Chi vuole pensionarlo anticipatamente sbaglia i suoi conti».
 

Chi farà le liste? Gli onorevoli uscenti saranno ricandidati?

 
«Se precipiteremo verso elezioni anticipatissime, la decisione sulle liste spetterà alla Direzione e credo che i neo eletti abbiano il diritto a nuove candidature».

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