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Maratona del Servizio Civile per un Italia e un’Europa più coese
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Nella giornata inaugurale della Festa nazionale del Welfare e della Sanità organizzata dalla responsabile Welfare Campana ed inserita nella festa del Partito Democratico di Reggio Emilia, si è svolto ieri un interessante confronto alla presenza del Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Luigi Bobba sul Servizio Civile dal titolo la “Maratona del Servizio Civile per un Italia e un’Europa più coese”.

 

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Il simbolo della maratona è stato scelto dall’On.Bonomo, responsabile Pd Giovani e Servizio Civile, per creare un parallelo con l’esperienza dei “Giochi del tricolore” che anima la città di giovani atleti provenienti da tutto il mondo proprio in questi stessi giorni, ma anche per ricordare gli eventi che portarono alla nascita dell’istituto. Una storia che iniziò nel 1972, con l’obiezione di coscienza alla leva obbligatoria, passando per il 2001 alla legge sul servizio civile volontario aperto alle donne e, a seguito dell’abolizione della leva obbligatoria per gli uomini, un’esperienza aperta a tutti.

 

Oggi il Servizio Civile ha l’opportunità di aggiungere una nuova pietra miliare alla propria storia, grazie alla riforma proposta dal PD al Governo che vuole rendere l’esperienza di Servizio di Difesa non violenta della Patria (incardinato negli articoli 52 ed 11 della Costituzione) disponibile ad ogni giovane tra i 18 ed i 28 anni che voglia mettersi al servizio degli altri volontariamente, scegliendo consapevolmente.

 

Non vogliamo imbrigliare ragazzi e ragazze in nuove regole ed obblighi, ma vogliamo dare loro l’opportunità di sviluppare le proprie potenzialità: oltre 100.000 giovani all’anno potranno vivere questa esperienza dal 2017, superando il massimo delle domande presentate complessivamente dai giovani negli anni passati – che è stato di circa 90.000.

 

Si darà vita così ad una leva di giovani che potranno, di anno in anno, mettere in gioco se stessi, i propri talenti partecipando attivamente e democraticamente alla vita delle proprie comunità grazie ai progetti di cittadinanza attiva proposti dagli Enti del Servizio Civile. Progetti che vanno dalla tutela dell’ambiente a quella dei beni storici e culturali, dalla tutela della persona – e soprattutto dei più deboli – all’educazione alla legalità.

 

Vogliamo mettere al centro le loro esigenze: certificando le competenze acquisite nell’esperienza vissuta e riconoscendogli crediti formativi. Facilitando loro lo svolgimento del Servizio anche mentre studiano o lavorano, rendendo più flessibile non solo il monte ore settimanale ma anche la durata: 8 mesi eventualmente prorogabili per altri 4. Superare l’incertezza sui fondi e sulle prospettive stabilendo una programmazione triennale e rendendo più chiara la governance nazionale. Ed infine, creare un ponte verso l’Europa, promuovendo lo scambio per due mesi in regime di reciprocità in altre nazioni in cui sia già presente il Servizio Civile.

 

Questo seme piantato nella riforma del Terzo Settore e la sfida lanciata dal Premier Renzi durante il nostro semestre di Presidenza Europea ci hanno permesso di avere già ora, grazie al progetto Ivo4All, il primo pilota di cui l’Italia è capofila insieme a Francia e Regno Unito: un servizio civile europeo per 250 giovani, una buona pratica che parte dal nostro Paese.

 

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Ora si tratta di convincere sempre più Stati e la Commissione europea della necessità di un Erasmus del Servizio Civile che possa aiutarci dal basso a creare un senso di appartenenza e di cittadinanza europea. Permettendo così la costruzione di una cultura dell’accoglienza e della disponibilità all’altro che possano aiutarci a scongiurare tragedie come quella avvenuta ieri in Austria e nel Canale di Sicilia.

 

Il Governo ha dimostrato di credere fortemente in questo progetto. Nonostante l’iter della riforma non sia ancora giunto a conclusione – a breve speriamo di sbloccarla al Senato – quest’anno l’Esecutivo ha già garantito più del doppio dei posti dell’anno passato, arrivando al record di quasi 50.000 posti disponibili. Inoltre in questi giorni ha lanciato il bando per le realtà che vorranno partecipare ai progetti sul 2016.

 

Durante il confronto di ieri con gli Enti e le giovani rappresentanti dei volontari e dell’associazione AISEC sono stati ribaditi alcuni punti chiave: in primis la centralità della difesa non armata della Patria, intesa come difesa del patrimonio umano, storico ed ambientale del Paese; la necessità di istituzionalizzare la figura del rappresentante dei volontari, l’importanza di avvicinare anche le imprese e nuovi soggetti in un percorso virtuoso di sostegno a questo allargamento della platea dei giovani fruitori dell’istituto, e soprattutto di raccontare questa cultura di protagonismo giovanile, che grazie agli enti del servizio civile – nell’esercizio del principio di sussidiarietà – si riesce a sostenere.

 

Infine, sono stati lanciati interessanti stimoli, come quello proposto dalla presidente di AISEC sulla realizzazione di una sorta di “Trip Advisor” del Servizio Civile attraverso il quale possa esserci una valutazione trasparente degli enti partecipanti e dei rispettivi progetti attuati. Un costruttivo momento di confronto, che ci motiva a ripartire ancora più determinati verso l’approvazione della Riforma entro quest’anno.

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