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M5S, anche sul sindaco di Mira il direttorio sta zitto

“E ora scopriamo che il sindaco a 5 stelle del comune di Mira sulla Riviera del Brenta, Alvise Maniero, è sotto processo da quasi due anni. Anche in questo caso sono entrate in funzione le regole a convenienza variabile della Casaleggio associati?”, commenta Andrea Romano, parlamentare M5S.

“Anche in questo caso il direttorio non ha nulla da dire? Siamo alla solita doppia morale. E’ chiaro perché i 5 stelle non vogliono regole democratiche certe e trasparenza sicura, il grumo di potere che ha sequestrato il movimento vuole esercitare il proprio controllo a prescindere da tutto e da tutti. Sempre più opachi.

Certo viene da ridere a rileggere le parole di Di Maio: ‘Sono contrario alla presunzione di innocenza per un politico, se uno è indagato deve lasciare. Sono gli elettori a chiedercelo’. Gli elettori o Grillo e la Casaleggio associati visto che alla base non fate toccare palla?”, conclude.

 

“Il sindaco di Mira ha precisato che dal 2013 il direttorio sapeva dell’avviso di garanzia. Con quale faccia allora Di Maio nel dicembre 2015 affermava con fierezza: “Non sono favorevole alla presunzione di innocenza per i politici, se uno è indagato deve lasciare”? Quindi sapeva e facendo finta di niente metteva in praticail solito opportunistico esercizio didoppia morale. Più si va avanti più i 5 stelle affogano nelleloro opache contraddizioni”. Così Ernesto Carbone, della segreteria nazionale del Pd.

 

“Gratta gratta e scopri che nel M5S non solo la quantità di indagati sfiora lo stesso numero dei comuni amministrati, ma che soprattutto le regole non esistono.

O, meglio, che il criterio utilizzato dallo ‘Staff di Beppe Grillo’ è esclusivamente quello della fedeltà al comico autonominatosi anche ‘Responsabile per le espulsioni’.

Nuova prova è il caso del sindaco del comune di Mira sulla Riviera del Brenta, Alvise Maniero, già sotto processo da quasi due anni. Per lui niente metodo Pizzarotti a Parma – espulso per un avviso di garanzia – e neanche ‘lodo’ Nogarin a Livorno, dimissioni in caso di rinvio a giudizio.

Siamo alle purghe a discrezione della Casaleggio Associati, in deroga al metodo annunciato dallo sceriffo Di Maio: chi è indagato si dimette”. Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent

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