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L’Italia ha rispettato i propri impegni, adesso tocca all’Europa
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Quello appena concluso è stato “un Consiglio europeo molto dibattuto” in cui “si è fatto un paio di discussioni di quelle vere anche con paesi amici”. MatteoRenzi,in conferenza stampa al termine del vertice Ue dei capi di Stato e di governo, spiega che le “discussioni serie” sono state “sull’unione energetica, sull’unione bancaria, sulla direzione della Commissione e sulla politica economica”.

 

Al vertice europeo “ho sottolineato che quando si tende a far credere che la Germania è il donatore di sangue dell’Europa, non è proprio così”. Ma quello che è successo, precisa il premier, è stato “tutto tranne che un attacco alla Germania. Ho posto delle domande alla cancelliera Angela Merkel, con la quale ho un legame di amicizia e stima che non mi impedisce di formulare quesiti, dagli aeroporti greci al Northstream”.

 

“In questi mesi l’Italia ha fatto grandi riforme. Per questo, a testa alta, chiediamo che l’Europa cambi, che ci sia più crescita, che sia più attenta ai valori sociali e all’occupazione e non sia solo politiche tecniche, burocratiche o vincoli che appartengono al passato”. In particolare, sull’immigrazione, “l’Italia sta rispettando i propri impegni, l’Europa no”, ha detto il premier, ricordando che “anche Angela Merkel ad agosto disse ‘Prima la solidarietà e poi la burocrazia’. Non mi pare che sia stata aperta una procedura di infrazione sulla Germania”.

 

L’accordo sul governo di unità della Libia siglato ieri in Marocco “è un primo passo in avanti, vedremo cosa accadrà”, ha detto Renzi. L’Italia, ha ribadito, “è pronta a fare la propria parte, anche di guida”, “se sarà necessario”.

 

Il presidente del Consiglio ha commentato anche la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Boschi: “leggendo l’intervento del ministro Boschi e le risposte in aula, mi pare del tutto evidente che si sia trattato di un clamoroso boomerang per il Movimento 5 stelle”. Rispondendo a una domanda dei cronisti, ha precisato che “il tempo delle leggi ad personam è finito. Non c’è stato nessun favoritismo, non guardiamo in faccia a nessuno. Il nostro governo mette cuore e coraggio”.

 

“Questo governo ha salvato 1 milione di persone” continuaRenzi, sottolineando che “non c’è alcuna reticenza a dire che ha permesso di salvare 7.200 stipendi ed un milione di correntisti e senza mettere un centesimo di denaro pubblico: lo abbiamo fatto con i soldi delle banche“. E, continua “lo abbiamo fatto senza alcun conflitto di interessi”.

Sul caso delle quattro banche “l’Italia ha applicato le regole dell’Ue. L’Italia non cambia le regole, siamo persone serie”, ha precisato, definendo “lunari le parole del commissario Hill (il commissario Ue ai Servizi finanziari – NdR) quando dice che è stata l’Italia a decidere”. “Abbiamo ricevuto una sua lettera – aggiunge Renzi- che ci diceva cosa fare e cosa no. L’Italia rispetta tutte le regole europee. Mette in gioco la propria reputazione nel rispettare l’Europa. Purtroppo in passato i governi italiani duravano meno di un gatto in autostrada. Ora invece è diverso, il rispetto delle regole è per noi un punto di onore”.

 

“Il sistema, lo stato di solidità del sistema delle banche italiane è migliore di quello tedesco”, ha chiaritoil premier. “Io rappresento un Paese che rispetta le regole anche quando non le ho scelte io. Evitiamo comodi alibi. Quando Merkel spese 247 miliardi per salvare le sue banche lo fece nel rispetto delle regole. Allora si poteva. Trovo stravagante – aggiunge il presidente del Consiglio- attribuire responsabilità alla cancelliera per questo. Io non c’ero e l’Italia non lo ha fatto”.

 

“E’ di dubbio gusto confermare le sanzioni alla Russia senza una discussione”, in automatico, anche facendo passare “alla chetichella il raddoppio di North Stream” dopo la bocciatura dell’anno scorso di South Stream che ha provocato “cause pazzesche”. Orra per la decisione “la palla è nella mani della Commissione”. Lo ha detto il premier sottolineando che nel dibattito la posizione dell’Italia è stata “maggioritaria” e che “solo Germania e Olanda si sono espressi contro. Ora la palla è nelle mani della Commissione”. Come finirà? “lo scopriremo solo vivendo”, ha aggiunto il premier citando Lucio Battisti.

“Non abbiamo mai nascosto nostra posizione: per combattere l’estremismo abbiamo bisogno anche della Russia al tavolo” e la “storia dimostra che quel tipo di visione si è avverata con un concesso internazionale che riporta Mosca al tavolo”, ha ribadito il presidente del Consiglio, auspicando un superamento del sistema delle sanzioni, “che sono reciproche”, alla luce dell’implementazione degli accordi di Minsk sull’Ucraina.

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